mercoledì 24 dicembre 2008
Il 2008 ha segnato la ripresa degli appalti pubblici e, per la prima volta, ha registrato un’equa distribuzione delle risorse fra le quattro province
“Un risultato politico di grande importanza del quale beneficeranno i teramani nei prossimi quattro anni” dichiara il Presidente.
Cinquantotto milioni e 348 mila euro per opere viarie, 2.500.000 euro per l’edilizia; 100 gare d’appalto. Dieci milioni di fondi per i Progetti Integrati Territoriali, oltre 200 derivanti dalle risorse dei fondi Fas (aree sottosviluppate finanziate dal Cipe); 1.500.000 per il sociale; 2.500.000 per le politiche del lavoro.
La maggior parte di questi finanziamenti, ha spiegato questa mattina il presidente, Ernino D’Agostino, nel consueto incontro di fine anno con i giornalisti, ( al quale hanno preso parte i componenti della Giunta e il Presidente del Consiglio, Ugo Nori) ha riflessi immediati e diretti sull’economia teramana in quanto sono utilizzati per la costruzione di infrastrutture; per l’innovazione e la modernizzazione delle imprese; per i processi di reindustrializzazione; per la realizzazione di progetti a sostegno dell’ambiente e il turismo.
“Nonostante la crisi, il 2008, è stato caratterizzato da due significative circostanze positive: la ripresa degli appalti pubblici e la ripartizione in parti uguali fra le quattro province dei fondi regionali un fatto mai accaduto fino ad oggi “ ha affermato il presidente Ernino D’Agostino: “Di fronte ad una congiuntura complessa e globale che ha portato questo Paese alla crescita zero prima abbiamo fatto una battaglia politica per avere una identica ripartizione delle risorse regionali, e poi abbiamo scelto, insieme agli enti locali e alle associazioni di categoria, di concentrare la spesa su quei progetti che consentono una ricaduta diretta sul mondo produttivo e sulle dinamiche dello sviluppo”.
Fra gli investimenti per la viabilità e l’edilizia vanno senz’altro ricordati i due lotti della Pedemontana verso le Marche (33 milioni di euro); il nuovo ponte sul Tronto (9 milioni di euro); la conclusione dei lavori sulla ex 150 (10 milioni di euro); sulla 553 (5 milioni di euro); il secondo lotto dell’Iti di Sant’Egidio (550 mila euro); la nuova sede dell’Ipsia di Roseto (sono in corso le procedure di mutuo per 750 mila euro); il risanamento ambientale di Parco Filiani a Pineto (650 mila euro).
Per quanto riguarda gli interventi strategici il 2008 sarà ricordato per la cabinovia di Prati di Tivo (10 milioni di euro); la nascita del Distretto Agroalimentare; i 10 milioni di fondi Pit destinati per lo più al sistema impresa e allo sviluppo di progetti per la produzione di energia rinnovabile; il Piano d’area della Val Tordino; l’apertura della nuova “casa del welfare” in via Taraschi, a Teramo;
Discorso a parte per progetti finanziabili con i Fas. Si tratta di una programmazione che sarà sviluppata fino al 2013, le cui scelte, però, sono state fatte nel 2008 dopo un’ampia fase di consultazione (fra i progetti finanziabili vanno ricordati: il prolungamento della rete ferroviaria nell’area urbana del capoluogo; la cabinovia di Prati di Tivo; il Distretto Agroalimentare di qualità; il completamento delle piste ciclabili sulla costa e il primo lotto della pista ciclabile Teramo-mare; il recupero dei Borghi a fini turistici; azioni a sostegno del sistema produttivo e alle imprese con particolare riferimento ai protocolli d’intesa stipulati con Governo e parti sociali (accordo per la reindustrializzazione delle aree Vibrata – Tronto e progetti integrati aree 87 ec); la realizzazione di un nuovo ponte a Castelnuovo; gli interventi infrastrutturali nelle aree urbane (in questa misura è compreso l’intervento per l’ampliamento del porto di Giulianova); la realizzazione della Casa dello studente a Teramo e il completamento della strada per l’Università.
Il 2008, inoltre, ha visto la conclusione del processo per la costituzione dell’Ambito Unico dei rifiuti. La Provincia di Teramo è stata la prima in Abruzzo ad arrivare ad un accordo e alla sottoscrizione unanime dello Statuto da parte di Sindaci e Consorzi. Nelle prime settimane del prossimo anno dovranno essere nominati gli organi collegiali del nuovo organismo cui spetterà il compito di gestire risorse e patrimonio dei 4 Consorzi esistenti fino ad ora e ad assumere il controllo di tutto il sistema dei rifiuti: dalla raccolta agli impianti.
Per il lavoro e le relazioni industriali è stato un anno particolarmente impegnativo considerato lo stato di crisi nel quale versano molte aziende. Sono state attivate procedure di cassa integrazione per 1583 lavoratori; si sta gestendo una difficile procedura concorsuale per l’Atr di Colonnella. Per questa come per altre importanti aziende in crisi è in corso un’intensa attività di “scouting” per la ricerca di nuovi investitori.
Aumentano gli iscritti ai Centri per l’impiego provinciali: al 30 novembre 2007 erano 38.941; alla data del 18 dicembre 2008, secondo l’ultima rilevazione, risultano invece 41.442. Gli avviati al lavoro a tempo indeterminato risultano essere invece 17.588 (contro i 17194 del 2007) mentre quelli a tempo determinato sono 38.443 (contro i 32.37 del 2007). Avviato il progetto “Safer” per la prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro mentre sono operativi gli sportelli on line dei servizi all’impiego nei Comuni Montani.
Sono 62 le imprese che hanno beneficiato quest'anno degli incentivi per l'occupazione giovanile nel settore dell'artigianato. In totale si tratta di circa 320 mila euro di fondi,. Sono stati complessivamente 62 i lavoratori assunti. 46, invece, le donne che, grazie al progetto “Sconfinando”, si sono potute sottrarre alla schiavitù della prostituzione e sono state inserite nel mondo del lavoro.
Nel 2008 sono stati festeggiati i 25 anni di “In gita con la Provincia” (solo quest’anno oltre 7000 partecipanti) e ha debuttato il portale del turismo non solo una vetrina del territorio ma una vera e propria mappa di servizi per il turista (dall’ospitalità alle proposte di itinerario). Sono iniziati i lavori della cabinovia dei Prati di Tivo (sarà pronta a a primavera) mentre è stata completata la ristrutturazione della sede della Borghi scarl.
La Provincia ha compartecipato a 99 progetti culturali per un importo complessivo pari a 161.300 euro. Per i “grandi eventi” vanno ricordate le due edizioni di Summer e Winter Festival e le novità di “Spiagge blu in concerto, del Festival Riccitelliano e della mostra d’arte contemporanea, Immagini del Gusto. Sempre nel 2008 è stato costituito l’Osservatorio scolastico per la dispersione scolastico ed è stato approvata la proposta per il nuovo dimensionamento scolastico degli istituti superiori.
Per il sociale sono stati spesi 1.467.800 euro, di cui circa 1.040.800 euro per gli interventi in materia di disabilità; 73 i progetti compartecipati. L’8 marzo 2008 è stato inaugurato il Centro Antiviolenza “La Fenice”, promosso dall’Assessorato alle Politiche sociali e dalla Commissione Pari Opportunità. A Montorio, invece, nascerà "Il laboratorio", Centro diurno per i disabili per i Comuni dell'area del Gran Sasso.
È stato inoltre elaborato il nuovo Piano Faunistico Venatorio Provinciale (2008-2013) approvato dal Consiglio nel mese di luglio mentre è in dirittura d’arrivo il Piano energetico provinciale che consentirà di programmare interventi e investimenti nel segno del risparmio energetico e del “rinnovabile”.
Dopo due anni di lavoro nasce "PartecipaTe" una sezione del portale della Provincia con servizi interattivi per consentire ai cittadini di dialogare con la Provincia ma anche di partecipare al processo decisionale esprimendo opinioni e giudizi sui progetti e sull'attività dell'ente. In “linea” da alcuni mesi, inoltre, il portale del turismo: non solo una vetrina del territorio ma una vera e propria mappa di servizi per il turista (dall’ospitalità alle proposte di itinerario).
Fra le iniziative realizzate vanno ricordate, le azioni dei progetti per la sicurezza stradale “Il Viallaggio della Sicurezza” e “Ruote Sicure”, la costituzione di Banca Etica (strumento particolarmente utile per il microcredito e i progetti di assistenza e volontariato); l’avvio dell’intesa commerciale con la città cinese di Tjanjin (la Provincia ha anche realizzato una guida ai servizi per i cinesi residenti sul nostro territorio); la nascita del Museo della Resistenza (a Torricella Sicura)
Santa Messa di Natale in rito antico in Abruzzo
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La scuola di danza in festa, aspettando il Natale.
Ieri 22 dicembre, presso la sede sociale del centro di avviamento allo sport ATLETICA VOMANO si è svolta la consueta festa Natalizia della divisione danza.
Ospite d’onore dell’evento, è stato babbo Natale che ha consegnato regali a tutti, madrine d’eccezione sono state le insegnanti Elisa e Antonella De Cristofaro (assente per impegni professionali l’insegnante Elisa Falasca), la cerimonia è stata allietata da una divertente tombolata e dolci a volontà, preparati dai genitori degli allievi.
La scuola di danza che ad oggi conta l’adesione di n° 112 allievi, è considerata una vera realtà sportiva e Sociale a servizio delle nuove generazioni dell’intero territorio della vallata del vomano che nel tempo è riuscita a coniugare nei migliori dei modi l’espressione artistica ad una sana attività motoria.
Gli allievi della scuola di danza, nel salutarsi a termine della festa, si sono dati appuntamento per il giorno 05 gennaio p.v. in occasione del presepe vivente in programma a Morro D’Oro.
Giulianova. Comunicato Stampa dell'ex Sindaco di Giulianova, il dott. Franco Arboretti, in merito all'agibilità del Centro Congressi Kursaal
Nell’estate del ’94 la Giunta che presiedevo si occupò incisivamente della problematica. Chiese ed ottenne un primo sopralluogo dell’intera Commissione Provinciale di Vigilanza Pubblici Spettacoli per individuare le cose da fare al fine di ottenere l’agibilità delle parti completate (il piano terra e l’interrato) alla presenza del titolare dell’impresa Albani (che aveva effettuato i lavori di ristrutturazione) e dei Direttori dei lavori Arch. Mariotti e Ing. Potena.
Sotto la vigile e competente direzione amministrativa dell’Ass. ai LL.PP. Ing. Mario Branella i lavori di sistemazione furono fatti effettuare in tempi rapidissimi e nel giro di un mese fu riconvocata la Commissione Provinciale di Vigilanza che nello stesso giorno, 22 settembre 1994, rilasciò l’agibilità al Kursaal ed alla nuova curva ovest dello stadio Fadini.
Da quel momento e fino a che sono stato in carica non ho dovuto mai firmare alcuna autorizzazione per l’utilizzazione del Kursaal come, apprendo, hanno invece fatto i sindaci che si sono poi succeduti. In 14 anni era legittimo aspettarsi da parte dei Giuliesi una soluzione adeguata per il completamento ed il pieno decoroso utilizzo di questo bel palazzo storico-monumentale (che oggi ai sensi del Codice Urbani - Rutelli è riconosciuto Bene Culturale). Invece, non solo nulla di tutto ciò, ma la cittadinanza deve apprendere che il Kursaal, addirittura, ha perso anche l’agibilità che aveva ottenuto nel lontano ’94! Come ciò sia potuto accadere nel corso di ben tre mandati a sindaci diversi che hanno coinvolto a loro volta, almeno una decina di assessori ai LL.PP. è un vero mistero. Quello che invece è chiaro, purtroppo, è che stanno saltando tutte le iniziative previste in questo periodo presso la sala convegni del Kursaal, compresa la ipotizzata stagione teatrale in tono minore (per la chiusura dell’Ariston).
A proposìto di quest’ultimo – giacchè la prima asta per la Scuola elementare Acquaviva è andata deserta - sento il dovere di riproporre, al fine di evitare la svendita di questo bene pubblico, quanto già suggerito dall’associazione di cui faccio parte (Il Cittadino Governante) e cioè di lavorare ad uno scambio con conguaglio tra Ariston (che diverrebbe pubblico e funzionante subito) e Scuola Acquaviva (che verrebbe ristrutturata a fini residenziali e commerciali, rispettando i vincoli architettonici per la parte esterna)
Giulianova 22 dicembre 2008
Franco Arboretti
Natale al Nome della Rosa di Giulianova alta (TE)

1943: Natale in un campo di concentramento tedesco, di Lino Manocchia, giornalista giuliese
Sessantacinque anni fa la Seconda Guerra Mondiale infuriava. Il mondo intero coinvolto in una tragica vicenda distruttiva che mieteva vittime innocenti. Quello che pubblichiamo è l’icastico racconto di un Natale trascorso tra i reticolati da un protagonista, uno dei tanti. È la rievocazione di Lino Manocchia (nella foto a Mostar) che narra alcuni episodi vissuti nell’arco di 1085 giorni in vari campi di concentramento tedeschi. Appunti frettolosi di vicende annotate nel momento stesso in cui venivano vissuti, che riemergono nel tempo, narrati con lo spirito disincantato del cronista, come se quelle tristi vicende fossero appartenuti ad altri. (M.S.).
1943: Natale in un campo di concentramento tedesco
di Lino Manocchia
NEW YORK, Natale 2008 - Come concentrare in un articolo, gli episodi salienti di tre anni, raccolti in un libricino, ingiallito dal tempo, scritto con la matita, episodi vita vissuta agli inizi degli anni ’40, in un campo di concentramento tedesco? E’ la Odissea in Germania del cronista. Oriundo di Giulianova (Teramo), nel 1943 fu trasferito dal Collegio Aeronautico di Forlì, insieme al comandante la base, colonnello Moore, nell’aeroporto di Mostar (Jugoslavia).
La notte del 9 settembre 1943, con la cessazione della guerra dell’Italia, i soldati tedeschi, che erano stati nostri alleati, ci dichiararono subito nemici.
Richiusi nell’orrendo penitenziario di Mostar – che il pensiero assimila a Sing Sing o Alcatraz – quindi caricati, con 60 persone in ciascun vagone merci, saldamente serrato, si attraversa Zenica, Sarajevo, Broad, Bad Orb, Frankfurt, Hunstadt, Grawensback, Husingen, Visbaden. e finalmente l’arrivo dove vengono assegnati i piastrini di riconoscimento personale: IX-B-11739.
A scanso di equivoci, subito ci avvertono che siamo ”internati, non prigionieri”, pertanto avremmo goduto, secondo le convenzioni, di regole meno rigorose di quelle imposte ai prigionieri. Ma fu soltanto un annuncio… per uso e consumo proprio dei tedeschi.
Il primo giorno, allineati e guardati da soldati armati, circa 200 italiani – tra i quali Mario Nardi e Gino Benelli di Reggio Emilia - dopo un’ora di cammino arriviamo in un ospedale militare tedesco. L’ordine: pulire le toilette e le fognature, guardati dalla “SS” e dileggiati dai soldati feriti, alla finestra. Si dorme su letti di legno ed un po’ di paglia fetida, si mangia patate e acqua con bietole.
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Un giorno ho una gradita sorpresa: incontro il noto giornalista Giovanni Ansaldo col quale, rimuginiamo episodi di guerra, e ci proponiamo di narrare ai posteri le nostre avventure. Il nostro status di prigionieri era ancor più angustiato dai ripetuti tremendi bombardamenti che le forze aeree anglo-americane compivano distruggendo, con spaventevole monotonia, tutto ciò che c’era da distruggere.
Il 30 ottobre 1943, sempre a piedi, ci portano alla fabbrica VDM di Hermerstrass, che costruiva le eliche per la Luftwaff, e mi accoppiano con un russo (Vassilly), minuscolo ma duro come un toro, ed insieme controlliamo i mozzi. Mancava qualche giorni al primo Natale in un campo di concentramento. Il caro amico Ugo Gazzola di Piacenza, dopo aver controllato una dozzina di mozzi per elica, da solo (aveva pochi capelli ma era forte come un lottatore), disgraziatamente ne fece cadere uno. Subito gridarono al ”sabotage” e la SS picchiò duro il povero Ugo, che venne rinchiuso in un gabinetto allagato in attesa della “sentenza”. L’indomani provai a passargli dallo spiraglio basso della porta una fetta di pane. Venni “scoperto” e mi buscai tre o quattro ceffoni che me li risento ancora. Da quel giorno non vidi più il piacentino.
Sempre controllati dai burberi “SS” fummo trasportati in un tunnel ferroviario, dove i tedeschi dovevano costruire pezzi per gli aerei da guerra. Bisognava creare una linea elettrica interna issando grossi cavi nelle pareti. Si lavorava di notte alla luce di una torcia con conseguenti svariate martellate nelle mani. L’indomani lo stesso, e così il giorno dopo e il giorno dopo ancora. Freddo, umidità ed un gamellino di acqua, margarina e rape.
Intanto a sera, quando al capitano tedesco saltava in mente di fare il cow boy, dopo una predica lagnosa, irritante, insulsa e offensiva per gli italiani, incitandoli a lavarsi col sapone – che non ci davano – lanciava il “lazo” sul capo di qualche prigioniero, salutando l’azione con un ”hail Hitler.”
NATALE A GREWENSBACK - Era il Natale 1943. Oltre 230 mila italiani si trovavano rinchiusi nei vari “lager” recintati di filo spinato, con cani lupi che gironzolavano abbaiando. Erano gli “italienish”, avevano commesso anche loro, un “tradimento” verso i tedeschi, i quali quattro anni dopo, tornata la calma, tramite l’International Forced Labour Compensation Dipartiment (Ginevra) promettevano liquidazioni e sovven-zioni, turlupinando poveri esseri umani molti dei quali torna-vano a casa senza conoscere il loro destino e quello della famiglia, se ancora viva, e senza un soldo di retribuzione.
Un bel giorno la Germania, dopo quattro anni burocratici, con una laconica lettera dichiarò che “gli stranieri non avevano svolto lavori forzati”, in quell’inferno dove si sprecarono gli
anni migliori dell’esistenza di migliaia di italiani, ”pertanto non potevano godere delle retribuzioni.”
Un clima tetro, fatto di pioggia, libeccio, neve, anticipava la giornata che festeggia la nascita del Bambino Gesù. Nel campo sussisteva un povero prete che cercava di assolvere i suoi compiti con scarso risultato. Intanto era giunto il conte Domenico Trifoni, amico di famiglia, colonnello dell’Esercito
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italiano giunto per reclutare volontari a combattere contro gli americani che si trovavano in Italia. Trifoni che era di stanza a Berlino dove si stampava un foglio propagandistico da distribuire nei vari campi, mi offrì di entrare nella redazione del “giornale”, cosa che rifiutai e che, coincidenza, un mese dopo
l’incontro, una bomba distrusse tutto. Del conte Trifoni non ebbi più notizie.
La festività natalizia era più sentita che mai, e gli italici Ferrero, Benelli, Nardi, De Lucia avevano allestito qualcosa di religioso. Un tremendo temporale flagellava la zona. Con altri compagni, uscimmo dalla fabbrica cercando rifugio in una cavernetta. Il calabrese Denni si riparò (“per non bagnarsi!”…) sotto una querce. Un fulmine lo prese in pieno. Fu la fine. Dopo il tramonto, con la pioggia leggermente placata, in fila, ascoltavamo il solito idiosincratico capitano che con astiosa acredine sputava il suo misero sermone, divertendosi ad offenderci di essere italiani e cristiani, e invitandoci ad ascoltare un altro italiano… “tenore napoletano” disse, il quale avrebbe cantato una canzone natalizia nell’ufficio del teutonico comandante. Ma dopo circa mezz’ora di attesa dall’altoparlante sgorgò soltanto una flebile voce terrorizzata, quindi un gorgogliare di acqua ed una sonora risata. Sapemmo più tardi che il capitano aveva deciso di far fuori il povero napoletano perché “non era bravo come Caruso”. In una parola lo aveva affogato in una vasca d’acqua fredda che sgorgava dalla arrugginita cannella che gocciolava monotona sempre eguale a se stessa, per arrestarsi soltanto al mattino, ghiacciata, morta.
A mezzanotte pur se lontani migliaia di chilometri dai cari, molte baracche avevano una candela alla finestra, decorata dal ghiaccio. Intorno alla stufa a legna, al centro della camera, un gruppo di prigionieri, arrostivano le bucce di patate, recitando il rosario insieme al prete. E quando si intonò “Tu scendi dalle stelle”, il mulino a vento della memoria riaccese momenti cari del Natale, la letterina del babbo, la tavola imbandita, la messa di mezzanotte, la grotta del Presepio. E qualcuno pianse.
Ne avremmo rivissuti altri due di Natale, in quell’inferno dove l’essere umano era ignorato, vilipeso, sfregiato. Ricordo ossessionante di quella vita trascorsa tra reti spinate, cani ed aguzzini, simile ad un orologio senza lancette che segna il cammino della memoria diretta su un pensiero diverso
Le vicissitudini del cronista, che seguirono, furono pressoché fortunate. Salvato da una cara fanciulla, Maria Wagner, italo-tedesca di Frankfurt, vissuta a lungo a Milano; il cronista, dopo tediosa attesa, riuscì a tornare a Giulianova, a ridosso di botti trasportate da un traballante furgone in viaggio verso il sud. La sua abitazione non esisteva più, distrutta dalle bombe, il fratello minore, Benny, ferito, il padre Francesco colpito in fronte da una scheggia di bomba. Purtroppo, anche il governo italiano, molto occupato con la politica dei partiti, ignorò questi “figli della Patria”, concedendo ai derelitti, una misera pensione-elemosina, (come quella del cronista) che... vi prego non ridete!... ricevette 165 dollari al mese!.
Come dimenticare questi abbreviati aneddoti che, nonostante tutto, consentono di dire addio all’odio, benvenuto al futuro, e Buon Natale a tutti?
LINO MANOCCHIA
domenica 21 dicembre 2008
Laboratorio “Pulcinella segreto”
Laboratorio condotto da Valerio Apice:
«La maschera è un’arma pericolosa, a doppio taglio. Un rasoio di libertà, se non lo sai usare rischi di venirne sfregiato. Occultando il volto, ti obbliga a una gestualità ‘oggettiva’ e fa emergere la ‘tua’ verità, quello che sei davvero»
(Dario Fo, Il mondo secondo Fo)
Il Laboratorio:
Il lavoro sulla maschera di Pulcinella parte dagli elementi base dell’uso della maschera, giungendo ad esplorare le potenzialità dei testi, fino a seguire le linee che guidano l’improvvisazione a teatro. Il laboratorio ha la durata di tre giorni e vuole approfondire la tecnica del come indossare e rendere viva la maschera teatrale.
Il Pulcinella di Valerio Apice accosta l’esperienza del teatro di gruppo al suo percorso di autore-attore, ponendo le basi per un nuovo modo di affrontare la maschera tradizionale napoletana. Liberarsi dagli stereotipi per giungere alla libertà della vocazione personale è il percorso per far vivere Pulcinella senza dimenticarsi di se stessi.
Informazioni:
Il laboratorio ha la durata di tre giorni e ai partecipanti è richiesto di indossare abiti comodi, di portare un testo di poesia a memoria e, per chi suona, uno strumento musicale.
Il laboratorio è per un massimo di 15 partecipanti. Lo spazio ottimale per il lavoro è una sala di almeno sei metri per sei.
Improvvisare per me è la condizione necessaria per assorbire l’umore del pubblico e rendere sorprendente il recitare. Questo non si verifica se non con una tecnica aperta. E mi riferisco ad una condizione che permette di ripetere un’azione, un testo mantenendo l’impulso che li ha generati.
Improvvisare mi ha dato la possibilità di essere attore così come lo sognavo ed oggi, quando lo spettacolo diventa routine, quando sento che le azioni perdono vita, ricerco nel mio corpo la qualità di un’energia che ho appreso dai libri e dai riformatori del novecento.
Pulcinella è la maschera per un «attore improvvisante» dove l’improvvisazione non serve a generare partiture fisiche, ma a fissare situazioni in cui la parte “segreta” del mestiere diventa azione visibile per lo spettatore.
Il mio lavoro parte da testi che scrivo dopo avere lavorato in solitudine, e sono testi che spesso rimangono nel territorio dell’oralità senza essere riportati sulla carta; compongono anche il materiale che propongo nel lavoro di gruppo. Spesso utilizzo anche testi imparati a memoria di autori che sento “vicini”.
Il laboratorio è il luogo dove poter osservare al microscopio il rapporto tra l’attore che produce azioni (parlate, danzate) e la maschera che genera emozioni.
Come trasmettere tutto questo? Che senso può avere ripetere una postura, una filastrocca, una poesia di Viviani se queste non sono la testimonianza di un’intensa attività spirituale?
I Viaggi di Pulcinella
Dal 1998 il lavoro su Pulcinella di Valerio Apice è stato presentato in diverse istituzioni sul territorio nazionale e all’estero. Tra le principali segnaliamo:
1998-1999
TEU-Università Federale del Minas Gerais, Brasile: mostre, laboratori di costruzione e uso delle maschere e spettacoli in collaborazione con il Consolato Italiano di Belo Horizonte.
2000
Università di Glasgow, Scozia (Department of Theatre, Film and Television Studies); Incontro tra il Teatro Proskenion e gli studenti di Scienza della Comunicazione;
- Royal Scottish Academy of Arts and Drama; Scottish Mask & Puppet Centre, Glasgow: seminari e dimostrazioni di lavoro sull’uso e costruzione della maschera nella commedia dell’arte.
“A Monster Hunt: XV Itinerant meeting of Linea Trasversale International Network”: mostre, seminari, spettacoli, laboratori e conferenze sulle maschere, marionette e cantastorie in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo;
-Inverness Town Hall: “La cultura Italiana in Scozia”, spettacolo di Commedia dell’Arte e incontro in collaborazione con la Comunità Italiana in Scozia, Inverness.
Marzo - Dipartimento Studi Teatrali, Università dell’Aquila, in collaborazione con il Centro Stabile Teatro Giovani “L’Uovo”: “Viaggio agli antipodi del Teatro”, I Seminario-incontro con il Teatro Proskenion sulla Commedia dell’Arte.
Novembre – Presentazione del Teatro Proskenion alla Wesleyan University di Middletown -Connecticut (USA), a cura del Dipartimento di studi teatrali, chairman: Prof. Ronald Jenkins.
-“A Day with Pulcinella”: seminario teorico-pratico dell’ensemble Proskenion allo Stella Adler Conservatory di New York: storia, drammaturgia, maschere e improvvisazione nella Commedia dell’Arte.
2000-2004
Seminari sulle tecniche dell’attore, spettacoli e laboratori sulla drammaturgia e l’improvvisazione per gli studenti del corso di laurea in discipline dello spettacolo presso l’Università dell’Aquila, in base al protocollo d’intesa tra L’Università de L’Aquila e il Teatro Proskenion. In collaborazione con Università Roma III.
2004
Dicembre - Progetto “Arca di Noè” in collaborazione con Amm.ne Provinciale di Napoli. Attività nelle scuole del Comune di Napoli e della provincia. Spettacoli e campagna teatrale di sensibilizzazione sull’ecologia e sul riciclaggio dei materiali.
2005
Aprile - Progetto “Arca di Noè” in collaborazione con la Provincia di Teramo, i comuni di Castellalto, Morro D’Oro e Notaresco. Spettacoli e campagna teatrale di sensibilizzazione sull’ecologia e sul riciclaggio dei materiali.
Maggio e Giugno - Spettacoli nelle scuole e nelle frazioni di Caulonia. Organizzazione del Festival Kaulonia Taranta Festival a Caulonia
Luglio - settimana di seminari e spettacoli sulla Commedia dell’arte a Barisciano (AQ) all’interno della rassegna “Cantieri culturali” organizzata dalla Tecall eventi di Bussi sul Tirino, l’associazione contemporanea di Teramo e il comune di Barisciano.
Dicembre – Incontro “Antropologia y Teatro” in collaborazione con l’Estudio Teatral Odiseo (Santa Clara). Seminari, conferenze spettacoli a L’Havana presso il Ministero della Cultura di Cuba e a Santa Clara presso l’Estudio Teatral Odiseo. Con la partecipazione di L. M. Lombardi Satriani e Fulvio Librandi.
2006
Marzo – spettacoli e attività del Teatro Proskenion presso le comunità indios dell’Amazzonia in collaborazione con il progetto Saude e Alegria, Santarèm, Parà.
Settembre - Rassegna spettacoli del Teatro Proskenion alla “Notte Bianca” di Reggio Calabria.
Ottobre - Conferenze, spettacoli, laboratori e mostre del gruppo Proskenion presso l’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo (Uruguay).
2007
Giugno – Presentazione dello spettacolo “Inutile comm’a puisia” durante la sessione dell’Università del Teatro Eurasiano direttta da Eugenio Barba a Lamezia Terme.
Luglio
- Festival internazionale di teatro “On the Road” di Reggio Calabria
- Presentazione dello spettacolo “Inutile comm’a puisia” presso il Teatro House Mitte di Berlino.
- Presentazione dello spettacolo “Inutile comm’a puisia” a La Valletta in collaborazione con il Ministero della Cultura di Malta.
Ottobre
- “Pulcinella: dalla maschera al personaggio” – Spettacolo teatrale su Pulcinella – Scuola Italiana di Montevideo, in collaborazione con l’Istituo Italiano di Cultura di Montevideo.
- Seminario sull’uso della maschera nella Commedia dell’Arte. Presso l’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo.
Spettacolo di musica popolare presso Ballroom Radisson Montevideo.
Valerio Apice nel 1998 entra a far parte del Teatro Proskenion e partecipa a tutte le sessioni dell’Università del Teatro Eurasiano dirette da Eugenio Barba e organizzate dal gruppo.
Dal 1999 partecipa ai progetti della rete internazionale di teatro “Linea Trasversale”. In particolare nel 2000 cura l’organizzazione del XVIII incontro in collaborazione con l’Odin Teatret, ad Holstebro, Danimarca.
Dal 2000 al 2004 dirige i seminari sull’uso della maschera e l’improvvisazione presso la Cattedra di Storia del teatro dell’Università dell’Aquila, diretta da Ferdinando Taviani e Mirella Schino.
Dal 2005 lavora sullo spettacolo “Inutile comm’a puisia” di cui è autore e attore.
Attualmente si occupa dell’attività pedagogica conducendo un laboratorio teorico-pratico sulla Commedia dell’Arte, affiancando alla pratica scenica l’esperienza della scrittura.
E’ autore di poesie e articoli sulle esperienze nel teatro di gruppo.
Nel marzo del 2007 fonda l’Associazione Teatro Laboratorio in Umbria.
In collaborazione con Ideasuoni “Inutile comm’ a puisia

Presenta
in collaborazione con Ideasuoni
“Inutile comm’ a puisia”
13 gennaio 2009
Teatro comunale “ACQUAVIVA”
Largo Savini
Mosciano Sant’Angelo (TE)
Ore 21,00
di e con Valerio Apice
Musiche eseguite da Vincenzo Mercurio
Drammaturgia di Maria Ficara
Maschere e scenografia di Fabio Butera
Regia di Claudio La Camera
Lo spettacolo rappresenta un viaggio fantastico nella complessa identità del personaggio di Pulcinella. Dalla sua figura classica nella commedia dell’arte fino alle rappresentazioni folkloriche del teatro popolare del sud Italia, Pulcinella è tutto e si trova in ogni luogo, perchè è il simbolo del capovolgimento dei ruoli.
Figlio di una sintesi complessa di tradizioni popolari, Pulcinella è un essere ambiguo, è la contraddizione che forma una parte dell’animo umano. E’ colui che vuole tutto e non vuole niente, che ama e distrugge facendosi maschera riconoscibile in ogni luogo ed in ogni tempo.
Pulcinella evoca costantemente “l’altrove”, la nostalgia per un mondo perduto o il desiderio per uno spazio che non trova. In questo senso, le stesse tappe della vita di ogni uomo possono essere delle sfide per Pulcinella, segno di un mondo che non lo vuole, di cui lui rappresenta l’inutilità.
Ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria)
L’Associazione Teatro Laboratorio, in collaborazione con Teatro Proskenion e Ideasuoni organizza presso
il Teatro Comunale “Acquaviva” – Largo Savini di Mosciano S’angelo (TE)
13 gennaio 2009, h 21,00
Spettacolo teatrale
“Inutile comm’a puisia”
di e con Valerio Apice
musiche eseguite da
VINCENZO MERCURIO
drammaturgia di MARIA FICARA
maschere e scenografia di FABIO BUTERA
regia di CLAUDIO LA CAMERA
Ingresso gratuito
(Prenotazione obbligatoria)
13/14/15 gennaio 2009
Laboratorio teatrale
“Pulcinella segreto”
conduce Valerio Apice
orario lezioni: dalle h 9,30 alle 12,30
iscrizione obbligatoria entro l’8 gennaio 2009
costo del laboratorio a partecipante: 50 euro
numero massimo partecipanti:15
Sono escluse dal costo del laboratorio, le spese di vitto e alloggio.
L’organizzazione provvederà a mettere in contatto i partecipanti con alberghi e/o pensioni nei pressi del teatro.
Per iscrizioni contattare il 340.6072621 o scrivere a Margherita@proskenion.org
Abbiamo inserito il Vostro indirizzo di Posta Elettronica nella nostra Mailing List allo scopo di inviarVi le nostre comunicazioni informative. Tutti i destinatari della mail sono in copia nascosta (L. 675/96). Gli indirizzi ai quali mandiamo la comunicazione sono selezionati e verificati, ma può succedere che il messaggio pervenga anche a persone non interessate. Potete perciò opporVi, ai sensi della 1/1/2004 ex d.lgs. 196/2003 , in tutto o in parte al trattamento di dati personali che Vi riguardano, inviando un semplice messaggio all'indirizzo: margherita@proskenion.org
Margherita Di Marco
Teatro Proskenion
www.proskenion.org
margherita@proskenion.org
cell. +393406072621
Comitato dalla parte del cittadino di Giulianova, riunione
Cordiali saluti
Il Presidente Dr. Roberto Ciccocelli
1943: Natale in un campo di concentramento tedesco, di Lino Manocchia
1943: Natale in un campo di concentramento tedesco
di Lino Manocchia
Novità: STOP REWIND REPLAY di Paolo Galassi (Edizioni Tabula fati)
NEW YORK, Natale 2008 - Come concentrare in un articolo, gli episodi salienti di tre anni, raccolti in un libricino, ingiallito dal tempo, scritto con la matita, episodi vita vissuta agli inizi degli anni ’40, in un campo di concentramento tedesco? E’ la Odissea in Germania del cronista. Oriundo di Giulianova (Teramo), nel 1943 fu trasferito dal Collegio Aeronautico di Forlì, insieme al comandante la base, colonnello Moore, nell’aeroporto di Mostar (Jugoslavia).
La notte del 9 settembre 1943, con la cessazione della guerra dell’Italia, i soldati tedeschi, che erano stati nostri alleati, ci dichiararono subito nemici.
Richiusi nell’orrendo penitenziario di Mostar – che il pensiero assimila a Sing Sing o Alcatraz – quindi caricati, con 60 persone in ciascun vagone merci, saldamente serrato, si attraversa Zenica, Sarajevo, Broad, Bad Orb, Frankfurt, Hunstadt, Grawensback, Husingen, Visbaden. e finalmente l’arrivo dove vengono assegnati i piastrini di riconoscimento personale: IX-B-11739.
A scanso di equivoci, subito ci avvertono che siamo ”internati, non prigionieri”, pertanto avremmo goduto, secondo le convenzioni, di regole meno rigorose di quelle imposte ai prigionieri. Ma fu soltanto un annuncio… per uso e consumo proprio dei tedeschi.
Il primo giorno, allineati e guardati da soldati armati, circa 200 italiani – tra i quali Mario Nardi e Gino Benelli di Reggio Emilia - dopo un’ora di cammino arriviamo in un ospedale militare tedesco. L’ordine: pulire le toilette e le fognature, guardati dalla “SS” e dileggiati dai soldati feriti, alla finestra. Si dorme su letti di legno ed un po’ di paglia fetida, si mangia patate e acqua con bietole.
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Un giorno ho una gradita sorpresa: incontro il noto giornalista Giovanni Ansaldo col quale, rimuginiamo episodi di guerra, e ci proponiamo di narrare ai posteri le nostre avventure. Il nostro status di prigionieri era ancor più angustiato dai ripetuti tremendi bombardamenti che le forze aeree anglo-americane compivano distruggendo, con spaventevole monotonia, tutto ciò che c’era da distruggere.
Il 30 ottobre 1943, sempre a piedi, ci portano alla fabbrica VDM di Hermerstrass, che costruiva le eliche per la Luftwaff, e mi accoppiano con un russo (Vassilly), minuscolo ma duro come un toro, ed insieme controlliamo i mozzi. Mancava qualche giorni al primo Natale in un campo di concentramento. Il caro amico Ugo Gazzola di Piacenza, dopo aver controllato una dozzina di mozzi per elica, da solo (aveva pochi capelli ma era forte come un lottatore), disgraziatamente ne fece cadere uno. Subito gridarono al ”sabotage” e la SS picchiò duro il povero Ugo, che venne rinchiuso in un gabinetto allagato in attesa della “sentenza”. L’indomani provai a passargli dallo spiraglio basso della porta una fetta di pane. Venni “scoperto” e mi buscai tre o quattro ceffoni che me li risento ancora. Da quel giorno non vidi più il piacentino.
Sempre controllati dai burberi “SS” fummo trasportati in un tunnel ferroviario, dove i tedeschi dovevano costruire pezzi per gli aerei da guerra. Bisognava creare una linea elettrica interna issando grossi cavi nelle pareti. Si lavorava di notte alla luce di una torcia con conseguenti svariate martellate nelle mani. L’indomani lo stesso, e così il giorno dopo e il giorno dopo ancora. Freddo, umidità ed un gamellino di acqua, margarina e rape.
Intanto a sera, quando al capitano tedesco saltava in mente di fare il cow boy, dopo una predica lagnosa, irritante, insulsa e offensiva per gli italiani, incitandoli a lavarsi col sapone – che non ci davano – lanciava il “lazo” sul capo di qualche prigioniero, salutando l’azione con un ”hail Hitler.”
NATALE A GREWENSBACK - Era il Natale 1943. Oltre 230 mila italiani si trovavano rinchiusi nei vari “lager” recintati di filo spinato, con cani lupi che gironzolavano abbaiando. Erano gli “italienish”, avevano commesso anche loro, un “tradimento” verso i tedeschi, i quali quattro anni dopo, tornata la calma, tramite l’International Forced Labour Compensation Dipartiment (Ginevra) promettevano liquidazioni e sovven-zioni, turlupinando poveri esseri umani molti dei quali torna-vano a casa senza conoscere il loro destino e quello della famiglia, se ancora viva, e senza un soldo di retribuzione.
Un bel giorno la Germania, dopo quattro anni burocratici, con una laconica lettera dichiarò che “gli stranieri non avevano svolto lavori forzati”, in quell’inferno dove si sprecarono gli
anni migliori dell’esistenza di migliaia di italiani, ”pertanto non potevano godere delle retribuzioni.”
Un clima tetro, fatto di pioggia, libeccio, neve, anticipava la giornata che festeggia la nascita del Bambino Gesù. Nel campo sussisteva un povero prete che cercava di assolvere i suoi compiti con scarso risultato. Intanto era giunto il conte Domenico Trifoni, amico di famiglia, colonnello dell’Esercito
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italiano giunto per reclutare volontari a combattere contro gli americani che si trovavano in Italia. Trifoni che era di stanza a Berlino dove si stampava un foglio propagandistico da distribuire nei vari campi, mi offrì di entrare nella redazione del “giornale”, cosa che rifiutai e che, coincidenza, un mese dopo
l’incontro, una bomba distrusse tutto. Del conte Trifoni non ebbi più notizie.
La festività natalizia era più sentita che mai, e gli italici Ferrero, Benelli, Nardi, De Lucia avevano allestito qualcosa di religioso. Un tremendo temporale flagellava la zona. Con altri compagni, uscimmo dalla fabbrica cercando rifugio in una cavernetta. Il calabrese Denni si riparò (“per non bagnarsi!”…) sotto una querce. Un fulmine lo prese in pieno. Fu la fine. Dopo il tramonto, con la pioggia leggermente placata, in fila, ascoltavamo il solito idiosincratico capitano che con astiosa acredine sputava il suo misero sermone, divertendosi ad offenderci di essere italiani e cristiani, e invitandoci ad ascoltare un altro italiano… “tenore napoletano” disse, il quale avrebbe cantato una canzone natalizia nell’ufficio del teutonico comandante. Ma dopo circa mezz’ora di attesa dall’altoparlante sgorgò soltanto una flebile voce terrorizzata, quindi un gorgogliare di acqua ed una sonora risata. Sapemmo più tardi che il capitano aveva deciso di far fuori il povero napoletano perché “non era bravo come Caruso”. In una parola lo aveva affogato in una vasca d’acqua fredda che sgorgava dalla arrugginita cannella che gocciolava monotona sempre eguale a se stessa, per arrestarsi soltanto al mattino, ghiacciata, morta.
A mezzanotte pur se lontani migliaia di chilometri dai cari, molte baracche avevano una candela alla finestra, decorata dal ghiaccio. Intorno alla stufa a legna, al centro della camera, un gruppo di prigionieri, arrostivano le bucce di patate, recitando il rosario insieme al prete. E quando si intonò “Tu scendi dalle stelle”, il mulino a vento della memoria riaccese momenti cari del Natale, la letterina del babbo, la tavola imbandita, la messa di mezzanotte, la grotta del Presepio. E qualcuno pianse.
Ne avremmo rivissuti altri due di Natale, in quell’inferno dove l’essere umano era ignorato, vilipeso, sfregiato. Ricordo ossessionante di quella vita trascorsa tra reti spinate, cani ed aguzzini, simile ad un orologio senza lancette che segna il cammino della memoria diretta su un pensiero diverso
Le vicissitudini del cronista, che seguirono, furono pressoché fortunate. Salvato da una cara fanciulla, Maria Wagner, italo-tedesca di Frankfurt, vissuta a lungo a Milano; il cronista, dopo tediosa attesa, riuscì a tornare a Giulianova, a ridosso di botti trasportate da un traballante furgone in viaggio verso il sud. La sua abitazione non esisteva più, distrutta dalle bombe, il fratello minore, Benny, ferito, il padre Francesco colpito in fronte da una scheggia di bomba. Purtroppo, anche il governo italiano, molto occupato con la politica dei partiti, ignorò questi “figli della Patria”, concedendo ai derelitti, una misera pensione-elemosina, (come quella del cronista) che... vi prego non ridete!... ricevette 165 dollari al mese!.
Come dimenticare questi abbreviati aneddoti che, nonostante tutto, consentono di dire addio all’odio, benvenuto al futuro, e Buon Natale a tutti?
LINO MANOCCHIA
Novità: STOP REWIND REPLAY di Paolo Galassi (Edizioni Tabula fati)
Concerto per il Nuovo Anno a Giulianova
“Il nonno che scriveva libri. Carino Gambacorta nei ricordi del nipote”, di Simone Gambacorta
Sarà presentato oggi il libro in memoria di Carino GambacortaIn occasione del quindicesimo anniversario della scomparsa di Carino Gambacorta, sarà presentato oggi, alle ore 18, presso la Banca di Teramo, il volume “Il nonno che scriveva libri. Carino Gambacorta nei ricordi del nipote”, scritto da Simone Gambacorta.La presentazione del libro, che è arricchito da un’ampia prefazione firmata dall’Onorevole Antonio Tancredi, sarà curata dal giornalista Sandro Galantini.
Il libro “Il nonno che scriveva libri” inaugura la Collana di Narrativa e Saggistica letteraria “Le Lettere”, curata da Simone Gambacorta per la casa editrice Ricerche & Redazioni.www.ricercheeredazioni.com
sabato 20 dicembre 2008
Maya Mitra, figlia della giuliese Eliana Tringali e nipote del compianto Prof. Salvatore Tringali, si è laureata ieri in Scienze e Tecnologie delle Ar


Per le minacce di morte all’autore del libro “L’Olocausto armeno” (Ed. Solfanelli
La Regione Ligure
esprime solidarietà
ad Alberto Rosselli
GENOVA, 18 Dicembre ’08 - Unanimità. Tutti i presenti d’accordo, nessuna presa di distanza. L’ordine del giorno che esprime la solidarietà del Consiglio Regionale allo scrittore genovese Alberto Rosselli (foto) presentato dal capogruppo di Alleanza Nazionale Gianni Plinio e sottoscritto dal collega di Forza Italia Matteo Rosso, è stato votato ieri da tutti i gruppi. Rosselli, da diversi mesi è minacciato insieme ai suoi familiari da estremisti islamici per aver scritto il volume «L’Olocausto armeno» (Edizione Solfanelli) che racconta lo sterminio della popolazione cristiano armena da parte dei turco curdi.
«Prendo attacco con soddisfazione che l’assemblea regionale ha decretato unanime solidarietà ad Alberto Rosselli – commenta Gianni Plinio. – Come già accaduto per Roberto Saviano, minacciato di morte dalla Camorra, si è voluti stare senza se e senza ma dalla parte di un coraggioso scrittore che ha osato riproporre il massacro di un milione e mezzo di cristiani armeni perpetrato dai turchi tra il 1915 ed il 1918».
L’ordine del giorno presentato dai due consiglieri di opposizione chiede anche alla Giunta Regionale e alla direzione regionale scolastica di farsi promotori per un approfondimento del tema con i ragazzi delle scuole medie inferiori della Liguria.
«Speriamo che questa importante solidarietà istituzionale – dice Plinio – contribuisca a far garantire a Rosselli adeguate misure a tutela della sua incolumità personale e della sua libertà di espressione ma anche a sollevare la spessa coltre del silenzio che continua a gravare su questo olocausto dimenticato».
Il caso Rosselli denunciato da “Il Giornale” sbarca anche su Facebook. Il segretario provinciale genovese della Lega Nord, Edoardo Rixi, ha fondato sul social network un gruppo «anti moschea» a Genova ricordando proprio il caso dello scrittore. «L’intolleranza degli estremisti turchi – scrive Rixi nella presentazione del gruppo su internet – è arrivata a minacciare recentemente di morte anche il nostro concittadino Alberto Rosselli, dimenticato dall’amministrazione comunale e ricordato dall’on. Mario Borghezio in una interrogazione parlamentare, a cui va tutta la nostra solidarietà». Lo stesso Rixi chiede poi a nome della Lega Nord che il sindaco possa organizzare un «debat publique» come quello realizzato per la gronda autostradale.
Aperitivo Concerto, domenica 21 dicembre, ore 19,00, Marco Galiffa Quartet

Giulia Eventi Natale 2008, le manifestazioni a Giulianova per le festività 2008-2009

Città di Giulianova
Servizio Cultura e Turismo
GIULIA EVENTI NATALE 2008
Martedì 23, ore 17.30: CONCERTO DI NATALE
Sala Trevisan Orchestra Sinfonica Giovanile
Accademia Musicale Tollese di Miglianico (Ch)
Venerdì 26, ore 17.oo : XIII PRESEPE VIVENTE
Centro Storico a cura della Parrocchia di S. Flaviano
Domenica 28, ore 18.oo: IX PRESEPE SUBACQUEO
Banchina di Riva a cura della Lega Navale Italiana – Sezione Giulianova
ore 21.00: 3ª Rassegna GOSPEL
Chiesa S. Antonio, Paese First Revolution
Giovedì 1 Gennaio, ore 11.00, Chiesa S. Antonio (o altra sede)
CONCERTO PER IL NUOVO ANNO
con l’Orchestra Giovanile Abruzzese I SINFONICI
diretta dal M° Sergio Piccone Stella
Le manifestazioni sono con ingresso libero.
Nel periodo natalizio le vie cittadine saranno decorate con luminarie artistiche
(eventi natale/stampa)
Sarà presentato domani il libro su Carino Gambacorta
Sarà presentato domani il libroin memoria di Carino GambacortaIn occasione del quindicesimo anniversario della scomparsa di Carino Gambacorta, sarà presentato domani, alle ore 18, presso la Banca di Teramo, il volume “Il nonno che scriveva libri. Carino Gambacorta nei ricordi del nipote”, scritto da Simone Gambacorta.La presentazione del libro, che è arricchito da un’ampia prefazione firmata dall’On. Antonio Tancredi, sarà curata dal giornalista Sandro Galantini.Il libro “Il nonno che scriveva libri” inaugura la Collana di Narrativa e Saggistica letteraria “Le Lettere”, curata da Simone Gambacorta per la casa editrice Ricerche&Redazioni.www.ricercheeredazioni.com
LE ASSOCIAZIONI INCONTRANO LA PROVINCIA:
Anche il centrodestra giuliese verso il PDL

Nel ringraziarVi saluto cordialmente.
Carmine Martelli, PDL Giulianova.
INVITO CONFERENZA STAMPA
presentazione
4° edizione del Winter Festival
Lunedì 22 dicembre ore 11
Sala Giunta
Sette concerti; un cartellone che si apre con lo spettacolo Gospel al centro commerciale Gran Sasso a Teramo e chiude ad aprile, a Civitella del Tronto con Sergio Caputo, passando per l’atteso “Da solo” di Vinicio Capossela.
La quarta edizione del Winter Festival, organizzato dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Teramo in collaborazione con i Comuni di Civitella del Tronto, Pineto e Castellalto, la Fondazione Tercas e l’Adsu, sarà presento in conferenza stampa dall’assessore Rosanna Di Liberatore, da Emilianio Di Serafino (Associazione Musica e Parole) e dai rappresentanti istituzionali degli enti coinvolti.
giovedì 18 dicembre 2008
Mario Andretti, augura "Good Luck" all'anno che viene, di Lino Manocchia
augura “Good Luck”
all’anno che viene
di Lino Manocchia
NAZARETH, 18 Dicembre ’08 - La cittadina della Pensilvania presenta avanzi di neve che ha seppellito gli stati dell’est. Nel garage del più grande pilota di tutti i tempi, spiccano una Ferrari, Lamborghini , Corvette e due moto, che scattano di tanto in tanto al contatto di un “Piedone” famoso quanto la torre di Pisa.
Buon giorno, Signor Sindaco!
E Mario Gabriele Andretti (foto) ci accoglie come tante altre volte, nella sua magnifica villa lungo la Rose Inn avenue. Già, Mario è il Sindaco del “Libero Comune di Montona in esilio”, oltre ad essere Commendatore della Repubblica Italiana, al pari del compianto Drake Ferrari.
Con le sue scuola guida di Las Vegas e Charlotte (Carolina), con la sua vigna in California, e tanta altra “merce”, Andretti ha il tempo contato, ma fa eccezione per il nostro “Sito” che usa per inviare gli auguri di Buon Natale a piloti, meccanici, ingegneri, patron, sponsors, dirigenti e tifosi di mezzo mondo motorizzato.
«Più che mai – dice Mario – con la situazione finanziaria attuale, c’è bisogno di veri, forti auguri di salute, prosperità, ed un futuro più avvincente per le quattro ruote,» dai quali egli, a 68 anni, non riesce a distaccarsi. «Occorrerà essere forti, tirare avanti con coraggio e decisione se un giorno vorremo ancora trionfare. Il 2008 ha offerto diversi episodi in varie categorie – prosegue Mario – la Irl ha messo il piede più volte fuori dell’ovale e nel 2009 la vedremo ancor più impegnata con gli stradali. Si spera di osservare nuovi volti, anche europei. Il resto è nelle mani del destino.»
Mario Andretti davanti alla sua vineria
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Indubbiamente il discorso verte sulla famiglia, ed il nome Marco scivola nella conversazione.
“Il ragazzo (il figlio Marco - ndr), quest’anno, ha effettuato una serie di errori dovuti alla pessima direzione di un paio di ingegneri a corto di strategie ed incapaci. Insomma è stata una scelta sbagliata di personale. Ovviamente è stata colpa di Michael che dirige i team Irl, ma, scoperto l’errore, siamo corsi ai ripari, e nel 2009 sicuramente, la situazione sarà più fluida, decisiva ed io faccio gli auguri.»
Non pensi, Mario, che per un pilota l’ovale sia un handicap, se passare alla F.1?
«Marco pochi mesi fa, in Spagna, ha provato la F.1 con la Honda destando ottima sorpresa. Ha partecipato tra l’altro al G.P. A1 piazzandosi terzo in Malesia e quest’anno aprirà la serie nella Nuova Zelandia il 25 gennaio. Il “ragazzo” lavora seriamente, è un professionista dedito, serio tra i migliori del momento e, se avrà l’opportunità, sicuramente il nome Andretti emergerà. Personalmente sono del parere che mio nipote saprà guidare nella giusta via.»
Della Formula Uno edizione 2008 che puoi dire?
«E’ stata una “edizione” bella, combattuta sino all’ultimo giro, specie per i tifosi, non sono mancati i colpi di scena come gli errori di Massa, che in un campionato di massimo grado sono naturali. Peccato che sia mancato l’apporto tecnico di Mika Raikkonen, un pilota indecifrabile, misterioso.»
E di Hamilton cosa ne pensi?
«Bravissimo, alla guida di un mezzo fantastico. Perdere il campionato per un punto richiama il detto: ”Per un punto Martin perse la Cappa”. Peccato”. La F.1 ha bisogno di nuove linfe, tipo Hamilton. Speriamo che le beghe interne scompaiano per far posto al vero sport automobilistico.»
Si annuncia l’arrivo del Cowhorth...
«Sarebbe bello vedere un’altra Casa costruttrice impegnata con i nuovi regolamenti ed un altro motore, capace di sostituire l’assenza della Honda ritiratasi dopo aver speso tanti milioni.»
Mario quali sono stati i “momenti più forti” della tua carriera?
«Indubbiamente i 12 G.P, di Formula uno dove ho vinto il titolo mondiale con la Lotus 79. Ho disputato 128 G.P. ottenendo 19 podi e 18 pole positions. Certamente non dimentico la conquista del trofeo di Indianapolis per la 500 miglia con una vettura dell’italo americano Andy Ganatelli.»
Coraggioso, generoso, serio professionista, idolo d’America, al suo nome sono legate alcune delle più belle vittorie Ferrari, grazie alla sua grande voglia di vincere, una voglia straripante, assoluta, cocciuta, senza ripensamento di comodo o di calcolo, di arrivare al vertice.
Mario Andretti, detto “Piedone” è sempre stato così: il pilota del secolo, il più grande tra i grandi!
Buon Natale campione.!
LINO MANOCCHIA
RIPRENDE LA FOLLE CORSA AGLI IDROCARBURI

IMPRONTE
ARCHIVIATE LE ELEZIONI E DIMENTICATE LE PROMESSE, RIPARTE LA CORSA AGLI IDROCARBURI NEL TEATINO.
APPELLO A CHIODI: SUBITO UNA LEGGE REGIONALE PER FERMARE LA PETROLIZZAZIONE IN TUTTO L’ABRUZZO.
SITUAZIONE DRAMMATICA ANCHE PER QUANTO RIGUARDA LE DOMANDE DI RICERCA DI IDROCARBURI SU TERRAFERMA. IN PROVINCIA DI TERAMO, DOPO IL SI’ DELLA REGIONE, LA “COLLE DEI NIDI” E’ QUASI IN DIRITTURA D’ARRIVO.
NECESSARIO AUMENTARE LE ROYALTIES PER LA REGIONE E I COMUNI A VALERE ANCHE SULLE CONCESSIONI GIA’ ESISTENTI.
NEDL FRATTEMPO, PER LE PIATTAFORME MARINE I COMUNI INTERESSATI PRENDANO ESEMPIO DA PINETO A CUI L’ENI HA GIA’ VERSATO UN ACCONTO DA 1 MILIONE DI EURO PER L’ICI.
I CONTROLLI SULLE ISTANZE E SULLE ATTIVITA’ ESTRATTIVE DEVONO RESTARE SALDAMENTE IN MANO ALLA REGIONE. E’ NECESSARIO FERMARE IL 1441-TER (ORA 1195 AL SENATO).
NO AL CONFINAMENTO DELL’ANIDRIDE CARBONICA LIQUEFATTA NEI FONDALI MARINI DELL’ADRIATICO ABRUZZESE
Una cosa è promettere in campagna elettorale che il Centro Oli non si farà; altra cosa è mantenere la parola data. E infatti il Consiglio dei Ministri nella seduta di oggi ha deciso di impugnare la Legge Regionale n.14 del 15 ottobre scorso con la quale si vietava di rilasciare, fino a tutto il 31 dicembre 2009, permessi per costruire insediamenti di industrie che svolgano attività di prospezione, ricerca, estrazione e lavorazione di idrocarburi sulla costa teatina.
Il neo Presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha il dovere politico e morale di contrastare la grave decisione assunta oggi dal Governo e di farsi inoltre promotore di una serie di azioni concrete e necessarie contro la petrolizzazione non solo della costa teatina ma di tutto l’Abruzzo, provincia di Teramo inclusa.
Chiediamo al Presidente Chiodi un atto di coraggio e, quindi, non solo di intervenire con ogni mezzo a difesa della Legge Regionale n.14/2008 ma anche di inserire tra i primissimi punti della sua agenda di lavoro l’approvazione, in Consiglio Regionale, di una legge che riprenda i contenuti della proposta già avanzata dalla Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna e dal movimento Nuovo Senso Civico, e condivisa anche da Impronte, che preveda nuove norme sulle concessioni riguardanti le attività di ricerca, di estrazione e lavorazione di gas e petrolio in Abruzzo; in particolare:
- per le attività su terraferma, una moratoria di almeno 30 anni per la lavorazione del petrolio e per il rilascio di permessi per industrie legate al comparto petrolchimico, né per i sondaggi, né per l’estrazione, né per la lavorazione del petrolio, né per la costruzione di oleodotti, né per la costruzione di impianti di stoccaggio.
Oggi la situazione delle istanze di permesso presentate da numerose compagnie per la ricerca, l’estrazione e lo stoccaggio in terraferma di idrocarburi liquidi e gassosi, è allarmante. Delle 14 domande, ben spalmate soprattutto sulle provincie di Teramo, Pescara e Chieti, alcune sono in dirittura d’arrivo. In particolare per la “COLLE DEI NIDI”, che interessa il territorio delle province di Ascoli Piceno dei Comuni di Bellante, Mosciano Sant’Angelo, Tortoreto, Sant’Omero, Nereto, Corropoli, Torano Nuovo e Controguerra, i giochi sono praticamente fatti visto che anche i competenti uffici della Regione, l’estate scorsa, hanno determinato, con atto a firma del dott. Alfredo Moroni, di comunicare il proprio assenso al Ministero dello Sviluppo Economico per il conferimento del permesso di ricerca alla Soc. Gas Plus Italiana, relativamente alla porzione di territorio ricadente nella Regione Abruzzo.
Tra quelle più lontane dal punto di arrivo ricordiamo invece l’istanza “POGGIOFIORITO STOCCAGGIO” che interessa i Comuni di Casacanditella e di Fara Filiorum Petri, e che è legata a doppio filo da una trattativa in corso tra la milanese Gas Plus S.p.a. e la Gazprom Export per lo sviluppo e la gestione comune degli stoccaggi e la vendita di gas russo sul mercato italiano.
- per le attività in mare, il divieto di lavorazione del petrolio sulle piattaforme in mare. La distanza minima dalla costa per le piattaforme deve essere di almeno 20 km.
Il Piano Triennale per lo Sviluppo approvato dal Governo deve essere quindi modificato nella parte in cui prevede che l’Abruzzo debba essere terreno privilegiato di ricerca e coltivazione di idrocarburi;
- per quanto riguarda le royalties, abolizione della franchigia sull’inizio delle attività estrattive; alla Regione Abruzzo ed ai Comuni devono essere riconosciute royalties pari almeno al 40% del valore del petrolio e del gas estratto su tutte le attività, sia vecchie che nuove. Queste risorse devono finanziare l’uso delle energie alternative, considerato anche che il costo del petrolio, oggi pari a 40 dollari/barile, si attesterà già tra qualche mese intorno ai 65/70 dollari/barile.
In attesa che l’importo delle royalties venga innalzato, c’è sempre la possibilità che i Comuni riescano a rifarsi dai danni prodotti dalla presenza di impianti sul loro territorio applicando l’ICI, anche nel caso delle piattaforme marine. Il Comune di Pineto, ad esempio, dopo aver contestato nel dicembre 1999 all’ENI l’omessa presentazione della dichiarazione, nonché l’omesso versamento ICI per gli anni dal 1993 al 1998 relativamente a quattro piattaforme petrolifere per l’estrazione di idrocarburi installate nelle acque territoriali, ha richiesto il pagamento di una somma complessiva di circa 17 milioni di euro a titolo di imposta, sanzioni per omesso versamento e omessa dichiarazione e interessi.
Malgrado il ricorso presentato dall’ENI, accolto nei primi due gradi di giudizio dalla Commissione Tributaria Provinciale di Teramo e dalla Commissione Tributaria Regionale de L’Aquila, la Corte Suprema di Cassazione con la sentenza del febbraio 2005 ha invece riconosciuto il potere impositivo del Comune anche sulle acque territoriali rinviando per la decisione di tutti gli altri motivi ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo.
In conclusione nel bilancio del Comune di Pineto è presente la somma di 1 milione di euro versato dall’ENI in via cautelativa. Quanto al resto si vedrà.
- per quanto riguarda i sistemi di monitoraggio, l’istituzione di un’Agenzia regionale per il controllo delle attività estrattive, che controlli le quantità di petrolio estratto ed il rispetto dei limiti delle emissioni. Oggi, invece, controllore e controllato coincidono sicché nessuno è certo fino in fondo della veridicità delle quantità di idrocarburi estratti dichiarate, su cui vengono poi calcolate le royalties.
- con riferimento alla Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, la stessa deve rimanere di competenza della Regione e non, come previsto dal DDL 1195 in discussione al Senato, dell’Amministrazione dello Stato.
Gli indici delle emissioni di inquinanti devono essere conformi a quanto previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e, inoltre, nei processi decisionali devono essere previste la massima informazione e la partecipazione delle comunità locali.
Al Presidente Chiodi chiediamo anche di attivarsi affinché le piattaforme in disuso dell’Adriatico abruzzese (5 le abbiamo proprio nel Teramano) non vengano utilizzate da Eni ed Enel come futuri depositi di anidride carbonica.
f.to IMPRONTE – giulianova
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allegato a – elenco istanze
Cipressi, Colle dei Nidi, Villa Carbone, Villa Mazzarosa, Colle San Giovanni (Comuni interessati: Atri, Pineto, Sant'Angelo), Corropoli, San Giovanni Teatino, S. Venere, Carovilli, Agnone, Colle Ginestre, San Buono, San Rocco, Aglavizza (Comuni interessati: Cupello), Poggiofiorito Stoccaggio (Comuni interessati: Casacanditella, Fara Filiorum Petri)
Il Consiglio approva ordine del giorno contro il Centro Oli
Il Consiglio provinciale, in corso di svolgimento, ha approvato all’unanimità, su proposta del consigliere di Rifondazione Raimondo Sfrattoni, un ordine del giorno in cui impegna il Presidente e la Giunta a “sostenere in tutte le sedi l’assoluta contrarietà della Provincia di Teramo alla costruzione del cosiddetto Centro Oli”.
A tale scopo il Consiglio impegna la Commissione dei capigruppo a convocare entro il mese di marzo uno o più Consigli provinciali straordinari, aperti alla partecipazione delle altre istituzioni competenti e delle principali associazioni ambientaliste, dedicato alle emergenze ambientali e specificatamente al rischio di costruzione di un centro di prima raffinazione del greggio da estrarre lungo la costa abruzzese.
In tutti gli interventi – sull’argomento hanno preso la parola i consiglieri Carlo Taraschi (Pdl), Abramo Micozzi (Udc) e Leandro Di Donato (Pd) – è stata rimarcata l’inopportunità di tale progetto.
È passato all’unanimità anche l’ordine del giorno, proposto da Taraschi, sulla necessità di ridurre l’Iva sui prodotti per l’infanzia. Il documento sarà ora inviato alle autorità nazionali competenti a partire dai deputati abruzzesi.
Comunicato stampa: Stagione Teatrale 2008/09.


Servizio Cultura Manifestazioni Turismo
Lì, 18.11.2008
Ai mezzi d’informazione
LORO SEDI
Comunicato stampa: Stagione Teatrale 2008/09.
Si comunica che in data odierna, si è svolta, presso la sede dell’Ufficio Cultura a Palazzo Re, una riunione sulla prospettiva di svolgimento della Stagione Teatrale 2008/09 in relazione all’agibilità del Palazzo Kursaal.
Alla riunione, oltre allo scrivente, hanno partecipato il Presidente del Collegio dei Revisori della Soc. Giulianova Patrimonio, Sergio Iaconi, ed il Responsabile della programmazione dell’ATAM, Paolo Rubei.
Dalle risultanze dell’incontro, si prevede la presentazione del programma nel periodo delle festività natalizie.
L’inizio delle rappresentazioni è prevista all’incirca per la metà di Gennaio, compatibilmente con l’espletamento delle ultime procedure propedeutiche al rilascio della certificazione e delle autorizzazioni necessarie alla disponibilità del Kursaal.
Ringraziando per la considerazione, è gradita l’occasione di porgere cordiali saluti.
Per IL DIRIGENTE DELL’AREA
Il Responsabile dell’Ufficio
Ludovico Raimondi
(stagione teatrale08/09 kursaal/stampa)
Palazzo Re, Corso Garibaldi 116 – 64021 Giulianova (Te) – Tel. e fax 0858021215
E mail : l.raimondi@comune.giulianova.te.it
LUCA CIARLA IN CONCERTO - FIDDLER IN THE LOOP, al Nome della Rosa di Giulianova,

LE ASSOCIAZIONI INCONTRANO LA PROVINCIA:

Marevivo Abruzzo, Italia Nostra Abruzzo, LIPU Abruzzo,
Sezione Abruzzo e Molise della Società Botanica Italiana
COMUNICATO STAMPA 18 DICEMBRE 2008
LE ASSOCIAZIONI INCONTRANO LA PROVINCIA:
RICHIESTI IMPEGNI CONCRETI PER LA RISERVA REGIONALE DEL BORSACCHIO
Presso il Palazzo della Provincia si è tenuto, ieri, mercoledì 17 dicembre, un incontro tra i rappresentanti del Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio, WWF, Italia Nostra, Società Botanica Italiana, Marevivo, LIPU, ed il Presidente della Provincia di Teramo, Ernino D’Agostino.
All’incontro hanno partecipato anche l’Assessore Provinciale all’Ambiente ed i dirigenti degli Uffici Provinciali competenti.
Le associazioni ambientaliste hanno chiesto al Presidente della Provincia di Teramo di dare seguito alla Delibera di Giunta della Regione Abruzzo n. 1153 del 27 novembre 2008 con la quale, a causa dell’inerzia del Comune di Roseto degli Abruzzi, sono state trasferite alla Provincia di Teramo le competenze gestionali della Riserva.
Il Presidente della Provincia si è impegnato a nominare l’Organo di Gestione della Riserva del Borsacchio entro il mese di gennaio 2009 ed a portare il progetto di PAN in Consiglio Provinciale per la sua adozione entro 90 giorni.
Le associazioni ambientaliste hanno ribadito al Presidente della Provincia la necessità di emendare il progetto di Piano di Assetto Naturalistico (PAN), presentato dal Comune di Roseto degli Abruzzi alcune settimane fa, eliminando di ogni previsione di nuova edificazione all’interno del perimetro della Riserva.
Il PAN è, infatti, lo strumento di pianificazione di una riserva naturale e non può ragionevolmente e logicamente consentire la realizzazione di nuove edificazioni che sono estranee alla ratio stessa della legge quadro sulle aree protette (Legge n. 384/91) e del suo recepimento regionale avvenuto in Abruzzo con Legge Regionale n. 38/96.
Come si ricorderà la proposta di PAN, che prevede la realizzazione di nuove case su una superficie di circa 50.000 metri quadri, è stata bloccata dallo stesso Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi all’interno del quale la maggioranza non ha trovato i numeri necessari per la sua approvazione.
DAL 19 DICEMBRE IN LIBRERIA L'ATLANTE STORICO DELLA CITTA' DI TERAMO
ATLANTE STORICO DELLA CITTA' DI TERAMORepertorio di vedute, incisioni, planimetrie, dipinti, immagini fotografiche,da Jacobello del Fiore alle prime fotografie aeree (secoli XV-XX)di FAUSTO EUGENIIl grande Volume dell'Atlante Storico raccoglie immagini storiche raffiguranti la città di Teramo, dalla veduta dipinta agli inizi del ’400 da Jacobello del Fiore fino alle prime foto aeree scattate nell’autunno del 1926. Un corpus documentario di inestimabile valore, con pezzi rarissmi e in certi casi sconosciuti fino a oggi, per la prima volta organicamente riunito insieme da Fausto Eugeni, in una vera e propria rassegna storica del ‘disegno’ della città.Catalogo della grande mostra iconografica esposta dal 27 giugno al 16 agosto 2008 nella prestigiosa e unica cornice della Cattedrale di Teramo, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura della Città di Teramo e con la Diocesi di Teramo-Atri.Si tratta di una sequenza, cronologicamente ordinata, dei più significativi documenti visivi conosciuti, immagini dalle tipologie molto differenziate, realizzate nel corso dei secoli per gli scopi più diversi: per devozione religiosa, per usi militari, per fini giuridico-amministrativi, per studio e documentazione o, semplicemente, per amore della propria città.Dopo la Teramo di Jacobello e la serie di incisioni della “Teramo città regia”, pubblicate in numerose varianti tra fine ’500 e inizio ’700, si incontra l’ampia iconografia di San Berardo, raffigurato in atto di offerta della città alla protezione divina o nel compimento del “miracolo” attribuito al Santo e alla Vergine Maria che avrebbero messo in fuga l’esercito degli Acquaviva che nel 1521 assediava la città per conquistarla.Le veduta eseguita, si direbbe “dal vero”, da Cassiano da Silva, per l’opera del Pacichelli (1703) mostra nella sua interezza la cinta muraria vista dal colle San Venanzio, con la porta di San Giorgio, la porta Romana, le importanti emergenze dentro le mura – come il Duomo, la casa turrita dei Pellicciante, la chiesa e convento dei Cappuccini – e fuori le mura – come le cappelle del Riparo e della Madonna degli Angeli.A questo straordinario panorama fanno seguito altre importanti immagini, realizzate tra Sette e Ottocento, che ci consentono di scoprire una sorprendente veduta della piazza “delli Bovi” (l’attuale piazza Martiri) così come appariva al tempo del Vescovo De Rossi, con la scalinata e l’ingresso in Duomo dal lato di ponente, la cappella di San Rocco e tanti particolari altrimenti sconosciuti.La prima metà del secolo XIX è contrassegnato da una serie di “piante militari”, che sono anche le prime “piante” conosciute di Teramo, disegnate a partire dal 1807 circa dai “borbonici” Zampi, Betti, Lahalle, e dal piemontese de Muller (1860), che si incontrano con le piante disegnate per scopi civili da Carlo Forti, Nicola Mezucelli, Errico Badia, Genuino Tomassini, Ernesto Narcisi che mostrano le trasformazioni urbane di questi anni cruciali.In questi stessi anni si producono alcuni pregevoli panorami come quello della “Teramo capitale” vista dal Pennino, con il cimitero nuovo e il ponte a catena, disegnata (forse da Mancini) e incisa (forse da Wentzel) per l’Atlantino di Bifezzi (1837 ca.), o, come le suggestive soprapporte che Giuseppe Mancini dipinse per le case Ciotti e Savini, mentre sono le vedute di Gianfrancesco Nardi (1860-1867) a mostrare le prime fotografie di strade e piazze della Teramo postunitaria.Momento fondamentale nella ricostruzione dell’immagine storica di Teramo è rappresentato dalle mappe del Catasto urbano del 1875 dalle quali derivano in qualche modo anche le successive “piante” disegnate nel 1888 in occasione dell’Esposizione provinciale operaia, evento memorabile che fu per la città e l’intera provincia occasione di riflessione sulla propria identità culturale. Non a caso in quell’occasione si pubblicò la prima Guida storica e illustrata di Teramo, curata da Giacinto Pannella con l’iconografia di Gianfrancesco Nardi.Del 1889 è la pubblicazione dei “Monumenti artistici” di Vincenzo Bindi, un imponente studio sull’arte abruzzese con ricchissimo apparato iconografico riguardante l’intera regione che dedica a Teramo i lavori raffinatissimi di Gonsalvo Carelli e Gennaro Della Monica, qui affiancati alle vedute splendide di Salvatore Di Giuseppe e di Norberto Sagaria.Agli studi di Bindi seguono quelli di Francesco Savini che, nel 1907, commissionò all’artista Ernesto Aurini la ben nota indagine fotografica sulla Teramo medievale, pubblicata in oltre sessanta tavole fototipiche.Altri fotografi, per professione o per semplice passione, lavorarono sul capoluogo aprutino a formare un corpus documentario ancora oggi solo in minima parte noto ed esplorato: ci riferiamo soprattutto al lavoro di Alberto Forcellese, Giambattista Appignani e Gabriele Marramà i cui scatti preziosi vengono qui esposti grazie alla generosa disponibilità delle famiglie che da tanti anni le custodiscono.Si vuole stabilire inoltre un collegamento ideale con il progetto “Teramo d’altri tempi” curato nel 2006 da Berardo Di Giacomo la cui raccolta di cartoline d’epoca costituisce parte integrante della presente indagine. A partire almeno dal 1898 infatti numerosi fotografi ed editori hanno pubblicato importanti serie di cartoline grazie alle quali la città di Teramo è stata documentata e rappresentata sotto molteplici aspetti.Il volume, che cita qui gli studi e le immagini di Ignazio Carlo Gavini (Storia dell’Architettura in Abruzzo), di Salvatore Rubini e di Pietro Lagalla (Teramo romana, medievale e moderna) si avvia alla conclusione richiamando la rivista “Teramo”, il mensile del Comune, che fu la prima vera “rivista fotografica” cittadina, grazie alla quale furono pubblicate le prime foto aeree scattate dal nostro cielo, foto di eccezionale interesse che mostrano tanti particolari di una Teramo assolutamente inedita che senza quei voli mai avremmo potuto scoprire.
I teramani eletti al Consiglio Regionale d'Abruzzo
mercoledì 17 dicembre 2008
Giulianova, cena di Natale della ProLoco Giulianova
Conferenza Stampa del PDL Giulianova il 20 dicembre 2008, ore 11:00

La conferenza si terrà presso la sede di Forza Italia a Giulianova Paese in via del Popolo, Sabato 20 dicembre alle ore 11,00.
Interverrano i Dirigenti locali del PDL, Flaviano Montebello, Paolo Vasanella e Gianfranco Francioni.
Cordiali saluti.
Carmine Martelli, PDL Giulianova










