martedì 14 aprile 2009

TERREMOTO: impianti sportivi aperti per l'utilizzo dei servizi igienici

TERREMOTO: impianti sportivi aperti per l'utilizzo dei servizi igienici



Si ricorda che l'Amministrazione Comunale ha destinato ad aree di attesa e di accoglienza le seguenti strutture:campo di calcio Colleatterrato;campo di calcio San Nicolo' a Tordino;campo di calcio Miano;campo di calcio Ponte Vomano;campo di calcio Piano della Lenta;campo di calcio Valle San Giovanni;impianto sportivo Acquaviva;campo Scuola.
Degli impianti sono disponibili gli spogliatoi e i servizi igienici.
I servizi sono gestiti oltre che dalle società sportive affidatarie delle strutture, anche da personale della protezione civile Corpo Volontari CIVES di Teramo.

lunedì 13 aprile 2009

Domenica 19 aprile ore 18, presentazione alla Libreria Libernauta di Pescara

Domenica 19 aprile ore 18, presentazione alla Libreria Libernauta di Pescara
Un libro di Angela Curatolo: “Daimon. La via della felicità”

PESCARA, 14 Aprile ’09 – Il libro primo della collega giornalista Angela Curatola, “Daimon. La via della felicità”, sarà presentato alla ore 18,00 di Domenica 19 aprile, presso la libreria Libernauta di Pescara (Via Teramo, 27). Il libro è un piccolo saggio di circa 84 pagine sulla ricerca e la fiducia in quella porzione d'immenso che ognuno ha dentro se stesso e sicuramente prescinde dalle sue idee, opinioni, personalità, credo. Sia essa religiosa, atea o agnostica, ogni persona ha la sua spiritualità, negarla infligge angoscia e sofferenza, conoscerla rende consapevoli, ascoltarla, ci fa sentire essere felici in cammino.
In questo mondo in cui i media ci invadono la testa con le innumerevoli informazioni è difficile mettersi in ascolto di se stessi e questo genera confusione, così è facile errare.
Cosa fare? La soluzione proposta nel libro è quella di iniziare un viaggio dentro i punti dimenticati, bui e assopiti di noi stessi e risvegliargli, affinché possiamo riconquistare la nostra vita e riconoscere la strada da percorrere.
Secondo appuntamento il 15 Maggio, ore 18: Libreria De Luca, via C. De Lollis, 12/14 - Chieti

Terremoto. Riceviamo dalla collega Nadia Miriello, l’appello dei piccoli borghi del Gran Sasso

Terremoto, l’appello dei piccoli borghi del Gran Sasso

CASTEL DEL MONTE (13/04/2009) – Nonostante le rassicurazioni sull’assistenza tempestiva e mirata nell’emergenza causata dal sisma, i piccoli borghi del distretto Baronia di Carapelle del Parco nazionale Gran Sasso Monti-Laga si sentono “soli”. Soprattutto dopo che da questa notte, alle scosse interminabili si è aggiunto un nuovo nemico: il freddo.
Ecco la situazione paese per paese, raccontata dagli amministratori:

Castel del Monte
Nelle parole del sindaco Luciano Mucciante si percepisce tutta l’amarezza per un supporto che, almeno per il momento, pare solo di facciata. «Il Com 6 di Navelli (Centro operativo misto, ndr) – spiega – non è effettivamente operativo: ci contatta per chiedere solo dati e sapere quanti pasti ci servono, anziché aiutare concretamente la popolazione. C’è ancora molta disorganizzazione e abbiamo dovuto provvedere da soli a scaricare le tende al campo sportivo. Da stanotte, poi, la temperatura è scesa a meno due gradi, è venuta giù l’acquaneve e nessuno si è preoccupato di venire a controllare come siamo messi, per fornirci magari delle giacche a vento». Il centro storico è stato dichiarato inaccessibile da lunedì scorso perché il campanile è crollato, la chiesa completamente lesionata e molte case hanno subito danni sicuramente aggravati dal susseguirsi incessante di nuove scosse. Dopo la catastrofe che ha messo in ginocchio l’Aquila, molti residenti del capoluogo che hanno la seconda casa a Castel del Monte hanno raggiunto il piccolo borgo e nel campo sportivo sono state allestite 60 tende, che ospitano molti anziani e bambini. Garantiscono la sussistenza alla popolazione i 3 alimentari, oltre agli aiuti arrivati da ogni dove, e funziona a pieno regime anche la farmacia, la cui titolare è delegata provinciale della Croce Rossa. «Abbiamo però urgente bisogno di una tenda-mensa riscaldata – sottolinea il primo cittadino – perché la gente della tendopoli è costretta a mangiare fuori anche sotto le intemperie. Inoltre abbiamo già fatto richiesta per un modulo di energia elettrica, dal momento che attualmente possiamo contare su uno solo». Infine, il sindaco Mucciante lancia un accorato appello ai colleghi di altri Comuni italiani: «Adottate il borgo per salvare il nostro patrimonio storico-culturale».
Per fornire aiuto: Luciano Mucciante 333/7171884

Santo Stefano di Sessanio
«A Santo Stefano – spiega il sindaco Elisabetta Leone – abbiamo bisogno soprattutto di stufette per far fronte al ritorno improvviso del freddo. Per il resto, ce la siamo cavati da soli: non potevamo aspettare gli aiuti». La torre medicea, simbolo del paese, è crollata con la scossa devastante del 6 aprile e i pochi abitanti vivono accampati in 7-8 tende montate nel campo sportivo, appena fuori dal paese. Per quanto riguarda i danni alle abitazioni, la situazione non è ancora chiara: «Aspettiamo l’intervento dei Vigili del Fuoco per capire quanto è compromesso il nostro centro storico».
Per fornire aiuto: Elisabetta Leone 349/7651884

Villa Santa Lucia degli Abruzzi
«Questa notte – racconta l’assessore Goffredo Sericola – da noi c’è stato il finimondo, tra acqua e vento, e le tende improvvisate da qualche abitante non hanno retto. Sono ancora in piedi, invece, le quattro tende allestite al campo di calcetto, perché le abbiamo ancorate al cemento. Per la refezione usiamo il bocciodromo coperto, appena fuori dal paese, che è a prova di sisma». L’assessore Sericola, con il collega Gianni Gianleonardo, è in costante contatto con il sindaco Maria Pia Colagrande, che si trova a Jesi dalla figlia perché la sua casa aquilana di via Garibaldi è distrutta. Il ritorno del freddo li ha spinti a chiedere bombole per il riscaldamento al Com 6 di Navelli. «Per ora – spiegano – ci stiamo arrangiando con 4 “funghi” a gas recuperati nelle due chiese del paese e portati nel bocciodromo». I viveri fortunatamente non mancano, nonostante l’unico negozio di alimentari abbia chiuso i battenti l’anno scorso. L’assistenza medica è invece assicurata dal medico condotto, che però si divide anche tra l’Aquila e Capestrano.
Per fornire aiuto: Goffredo Sericola 329/6192192 – Gianni Gianleonardo 338/9048533

Castelvecchio Calvisio
«L’assistenza del Com, istituito solo due giorni fa, si sta rivelando meramente burocratica». Il j’accuse arriva dal sindaco di Castelvecchio Calvisio, Dionisio Ciuffini: «E’ vero che si tengono in costante contatto con noi per aggiornarsi sulla situazione – spiega – ma dopo la telefonata, ci chiedono di mettere i dati per iscritto e di mandarli via fax o via e-mail, che è una missione impossibile perché entrare in municipio è un rischio e tra l’altro non possiamo in questi momenti di emergenza lasciare il paese per portare in auto la documentazione a Navelli». A Castelvecchio il centro storico è transennato e, anche se non si registrano gravi crolli, negli edifici ci sono muri e volte lesionati. L’unico negozio di alimentari, il bar e il ristorante sono chiusi, ma almeno per il momento i viveri non sono un problema. Gli abitanti non sono ancora completamente sistemati e molti dormono in macchina in attesa dell’arrivo di altre tende. Attualmente ce ne sono 14 nel parco pubblico all’ingresso del paese, che ospitano circa 120 persone. Restano sprovvisti di un rifugio una quarantina di residenti. «In questi due giorni di festa – precisa il primo cittadino – alcune famiglie hanno raggiunto i parenti, ma al ritorno dovremo trovare una soluzione per tutti gli sfollati». Finora, per il reperimento repentino di stufette, tende e gruppi elettrogeni, provvidenziali sono stati il fai-da-te e le conoscenze. Nella tendopoli i bagni chimici sono disponibili da ieri, ad integrazione dei 3 bagni pubblici già in funzione nel parco. Il grosso dell’assistenza alla popolazione lo si deve alle associazioni, al volontariato e alle forze dell’ordine.
Per fornire aiuto: Dionisio Ciuffini 339/4900353

Calascio
«Qui a Calascio – spiega il sindaco Paolo Gentile – l’esigenza primaria è migliorare la logistica del campo di accoglienza per gli sfollati. Ieri sera ci hanno portato le brandine, le coperte non mancano, però abbiamo assoluto bisogno di una tenda riscaldata per i pasti, in quanto i gazebo che avevamo attrezzato allo scopo sono stati demoliti dal vento forte di questa notte». Servono anche stufette per le 10 tende allestite vicino alla caserma dei Carabinieri e le 4 sistemate nella frazione di Colonia Fresca. In giornata dovrebbero arrivare le docce. I danni del terremoto registrati nel borgo sono fortunatamente limitati e si spera che le nuove scosse non li aggravino. Sono caduti alcuni edifici piuttosto vecchi, muri a secco e comignoli, ma il centro storico non è stato chiuso perché i Vigili del Fuoco non hanno riscontrato particolari criticità in un primo, sommario sopralluogo. Qualche anziano vive ancora in casa, ma per la piena tranquillità dei residenti si attende nel breve periodo la verifica dell’agibilità delle abitazioni da parte di una commissione ad hoc.
Per fornire aiuto: Paolo Gentile 329/0544843

Carapelle Calvisio
Carapelle Calvisio è un paese crollato per metà e per il 40 per cento inagibile. Solo 3-4 edifici hanno retto al sisma, riportando qualche lieve lesione. Ma la popolazione è al sicuro e al caldo nella struttura ricettiva “Gliura”, ad un chilometro dal nucleo abitato. Le 80 persone che vi sono ospitate (i residenti sono 96, ma alcuni hanno raggiunto i parenti o la seconda casa al mare) dispongono di brande, materassi, coperte e stufette. «Siamo come una grande famiglia – racconta il sindaco Domenico Di Cesare – e cerchiamo di rincuorarci a vicenda. Per fortuna avevamo già letti a sufficienza nell’edificio adibito a colonia che sorge all’ingresso del paese e anche i viveri non ci mancano, grazie agli aiuti. Ci hanno assicurato che nelle prossime ore avremo pure le docce calde, mentre in questi giorni ce la siamo cavata con le fredde». I problemi post-sisma a Carapelle potrebbero sorgere nel lungo periodo, per eventuali abitazioni non agibili. «Mi ha già contattato qualche imprenditore del Nord – precisa in proposito il primo cittadino – disposto a fornirci prefabbricati o bungalow che ci faranno sicuramente comodo».
Per fornire aiuto: Domenico Di Cesare 338/9858723

Quando la solidarietà degli altri è una lezione di vita. Il coordinamento degli Ultras di Giulianova raccolgono viveri e vestiario per le popolazioni







Quando la solidarietà degli altri è una lezione di vita

Il coordinamento degli Ultras di Giulianova raccolgono viveri e vestiario per le popolazioni colpite dal terremoto.




Come tutte le tifoserie organizzate di questo mondo, gli Ultras di Giulianova, caratterizzati dal forte senso di appartenenza alla locale squadra di calcio che milita nella 2° divisione (ex C2) e dall'impegno quotidiano nel sostenerla, anche nelle trasferte, si sono ritrovati tutti insieme per raccogliere gli aiuti in favore delle popolazioni terremotate. Da sempre, gli ultras, sono stati considerati come una sottocultura giovanile, solo perché si identificano nei colori della loro squadra e usano vocaboli non proprio da bon ton. Io stesso sono rimasto stupefatto dal loro straordinario lavoro per aiutare la popolazione aquilana. L’evento tragico dell’Aquila, era stato anticipato il giorno prima dalla vittoria fuori casa della loro squadra contro i cugini del Celano, per 0 a 1, i ragazzi erano tornati dalla trasferta euforici e soddisfatti per essere rimasti in zona Play-off. Dopo la terribile scossa, tramite sms e internet, si erano mossi per aprire un centro di raccolta indumenti e viveri presso uno dei ritrovi simbolo della tifoseria, il Bar Rubens Fadini. Senza saperlo, l’iniziativa diventava più grande di loro, tanto da richiedere l’apertura dell’attigua palestra annessa allo stadio comunale. Il tam-tam continuava, tanto che, presi dalla necessità, si organizzavano per fare turni e doppi turni, cioè, aperti 24 ore su 24, una bella responsabilità. Responsabilità anche quando qualcuno ha cercato di mettere avanti il discorso dell’igiene del posto e degli stessi viveri che vi erano stati introdotti, ma loro hanno tirato dritti per la loro strada, senza preoccuparsi delle eventuali conseguenze penali e civili. Poi tanta voglia di fare. Sono arrivati già nel pomeriggio di lunedì (6 aprile) i primi sfollati, alcuni ancora in pigiama e ciabatte, per caricare ciò di cui avevano bisogno per loro e per i propri famigliari. Solidarietà arrivata anche dai loro “colleghi-tifosi” del Pescara, della Sambenedettese, Juve Stabia ed infine anche un tifoso della Spal, giunto da Ferrara con un furgone pieno di viveri. Insomma li potremmo tranquillamente chiamare non governativi. Qualcuno, all’ingresso, parlava di dare dei soldi, assolutamente, fanno cenno di no, loro non accettano soldi, solo viveri e vestiario, possibilmente nuovo. Poi, in collaborazione con alcune associazioni degli albergatori giuliesi, loro stessi si sono offerti di caricare le loro auto per portare cibo e abiti dentro le strutture alberghiere e negli affollati campeggi, raccogliendo anche le esigenze più banali ed essenziali per loro. Ma la buona volontà certe volte si scontra con la dura legge della burocrazia, una burocrazia – come loro stessi hanno dichiarato - che uccide la voglia di aiutare e di fare, insomma tutti dritti sulla propria strada evitando polemiche pretestuose e nocive per la giusta causa. Perché sentirsi dire: “cosa fanno gli Ultras?” o peggio: “Ma siete legalmente riconosciuti per questa causa?”. Certe volte, quando meno te lo aspetti, la solidarietà degli altri è una lezione di vita.

Eventi. La tradizionale festa del 22 aprile a Giulianova, sarà solo religiosa, per solidarietà verso le popolazioni terremotate ospiti di Giulianova


Eventi a Giulianova. Dal 16 aprile al Nome della Rosa di Giulianova alta, via gramsci

Presso il nostro Circolo e presso gli amici di "Piazza Dante club" e Circolo culturale Chaikhana sino al 25 aprile sarà possibile destinare fondi alle popolazioni dell'Aquilano colpite dal sisma di domenica scorsa.Alla fine la somma raccolta sarà destinata ad un ente o un associazione certificata e garantita e la conta avverrà in presenza di testimoni.Inutile dirvi altro!----------------------------------------------------------------------

Volevamo sottoporre alla vostra attenzione la discussione su "Terremoto a L'Aquila: manifesto per una ricostruzione possibile" pubblicata dall'amico Giovanni Lattanzi sulla rivista online Abruzzo Cultura invitandovi a postare le vostre idee in merito:http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/terremoto-a-laquila-manifesto-per-una-ricostruzione-possibile----------------------------------------------------------------------

Giovedì 16 ORE 21,30GUIDA ALL'ASCOLTOMUSICHE DAL PASSATOIl Jazz - I parteA cura del MaestroLorenzo PICCIONI Un viaggio nel tempo, ripercorrendo un secolo, per riscoprire i luoghi, i tempi e i grandi artisti che hanno contribuito alla nascita della musica moderna...http://www.ilnomedellarosa.com/schedanews.php?id=224----------------------------------------------------------------------


Venerdì 17 ORE 21,30POESIA"CARMINA BURINA"Incontro con:Emilio De GraziaA cura di:Luca MAGGITTILetture scelteAnita DI MARCOBERARDINOSimone CICCOLONE MusicheErmino BISCHI"martella il cuore di un uomo ed avrai un poeta", aveva letto da Baudelaire e lui, che di martellate ne aveva prese tante, non solo sul cuore, si sentì subito chiamato in causa...http://www.ilnomedellarosa.com/schedanews.php?id=241----------------------------------------------------------------------


Sabato 18 ORE 22,00MUSICA & TEATRO«Cameriere! Cappello, mantello e ombrello!»Un secolo d'arte al Caffè La Rotonde.Performance musicale teatraleA cura di:Anna Cecilia POLETTIMichele SCURTIParigi, 1972.Un cameriere della Rotonde custodisce una strana collezione: versi, appunti, frammenti di musica, schizzi che i clienti, abituali e occasionali, hanno lasciato sui tavolini del caffè...http://www.ilnomedellarosa.com/schedanews.php?id=242----------------------------------------------------------------------

Online le foto della mostra "Figli dello stesso mare" di Cristian Palmieri presente presso i locali del Circolo sino al 29 aprilehttp://www.ilnomedellarosa.com/dettFoto.php?id=34

Anche Giulianova dimostra il suo lato umano e solidale verso le popolazioni colpite dal terremoto – I monaci Benedettini ospitano i terremotati aquila

Da sx: Walter Squeo, Ascanio Rossi, Egidio Casati e Emidio Ferdinando Garofalo
le stanze

Giuliesi e Aquilani


Don Fortunato



I viveri




Anche Giulianova dimostra il suo lato umano e solidale verso le popolazioni colpite dal terremoto – I monaci Benedettini ospitano i terremotati aquilani

Anche Giulianova dimostra il suo lato umano e solidale verso le popolazioni colpite dal terremoto. Ci siamo recati presso il Monastero dei Benedettini Silvestrini di via Gramsci, nella parte alta della città, dove, il gruppo della “Schola Cantorum” che dal 1979 anima la Santa Messa della Chiesa del Santo Volto, hanno accolto un gruppo di sfollati proveniente dalle zone terremotate. Sono circa una quindicina di famiglie aquilane, per la maggior parte giovani coppie con figli, ma non mancano anche alcuni nonni al seguito. Sono giunti alla spicciolata già nella tarda mattinata, dopo la fatidica ora delle 03:32, si erano rifugiati dentro le loro auto. Poi sono arrivati loro, tutti giovani giuliesi, con tanta voglia di darsi da fare per offrire il massimo confort. Si sono coordinati con la Protezione Civile di Giulianova e Teramo, per dare da subito la disponibilità di una quindicina di stanze già attrezzate per ospitarli. Egidio Casati, coadiuvato dall’aiuto di Walter Squeo del COGEVO, che per motivi di lavoro lo lega a L’Aquila, è stato il coordinatore e organizzatore per fare arrivare le coppie aquilane e anche gli opportuni viveri e indumenti di prima necessità. Quotidianamente vengono distribuiti pasti caldi presso la struttura della Piccola Opera Charitas di Padre Serafino Colangeli, poi la prima colazione viene servita dentro il Monastero, inoltre gli sfollati sono liberi di entrare e uscire dalla struttura come in un moderno Bed and Breakfast. Ascanio Rossi e Emidio Ferdinando Garofalo, due sfollati, hanno elogiato l’opera di solidarietà di questi giovani giuliesi: “siamo rimasti sbalorditi da tanto affetto, avevamo già conosciuto la vostra città, sia per motivi di lavoro che per il mare che avete” . Anche la domenica di Pasqua è stata vissuta come un momento di fratellanza, grazie ai ragazzi giuliesi, al termine della Santa Messa, sono stati donati dei pacchi regali a tutti i capifamiglia ospitati nella stessa struttura.

La Diocesi di Teramo-Atri comunica che sono a disposizione i seguenti punti di raccolta distribuiti tra Teramo e provincia.

Diocesi di Teramo-Atri
Curia Vescovile – Ufficio per le Comunicazioni Sociali
L’Araldo Abruzzese
Via della Verdura, 10
64100 Teramo
tel./fax 0861.245891

Agli organi di informazione
Loro sedi


La Diocesi di Teramo-Atri comunica che sono a disposizione i seguenti punti di raccolta distribuiti tra Teramo e provincia.
- Teramo: Centro Parrocchiale di San Nicolò al Tordino, Via Saliceti (dietro la vecchia chiesa); Riferimento: Giancarlo 338.9865745, e-mail: giancpier@tin.it
- Val Vibrata: Chiesa Spirito Santo, Bivio Corropoli; Riferimento: don Ivo Di Ottavio 0861.82460 / 333.2838120
- Atri: Istituto Ravasco, Via Andrea Delitio 13; Riferimento: suor Mary Marchigiano 085.87282
- Alba Adriatica: Caritas parrocchiale, via Risorgimento 45; Riferimento: Sabatino 0861.753075 / 333.6521565, e-mail: caritaseufemia@libero.it
- Silvi Marina: Caritas Interparrocchiale, via Matteotti 48; Riferimento: p. Maurizio 3336426972, e-mail: mauridp@tiscalinet.it
- Roseto degli Abruzzi: Caritas Diocesana Teramo-Atri, via Brasile 1c, Zona Industriale Voltarrosto; aperto ogni giorno dalle 9 alle 20; Riferimenti: 0861241427, 3475499453, 3475166526, 3290910402, 3296349667, e-mail: caritaste@katamail.com

A Teramo, inoltre, è possibile rivolgersi anche al centro di raccolta organizzato dal CSI e che ha sede in via Nicola Palma 34 – Tel 0861.243108.

I beni raccolti in questi punti verranno distribuiti in parte agli sfollati ospiti lungo la costa e in gran parte direttamente all’Aquila presso il punto allestito dalla Caritas Italiana e dalla Caritas dell’Aquila presso la Chiesa “S. Francesco” di Pettino.
Si ricorda che servono generi alimentari di prima necessità a lunga conservazione (pasta, pelati, latte, biscotti) alimenti per bambini, posate, bicchieri e piatti di carta.
Servono, inoltre, indumenti di negozio (con etichetta), in particolare biancheria intima di taglia media (è preferibile un kit composto da 2 canottiere e 3 mutande), calze e vestiario. E, ancora, pannoloni per anziani e pannolini. Inoltre sono necessari spazzolini, dentifricio, sapone, prodotti per l’igiene personale, scarpe nuove, coperte, asciugamani, tende.
Le aziende e i commercianti possono donare alimenti, indumenti e scarpe nuovi, ed altro materiale utile, previo accordo telefonico (0861241427), usufruendo dei benefici fiscali emettendo fattura con causale:
MERCE PER DONAZIONE GRATUITA ALLE POPOLAZIONI COLPITE DA CALAMITÀ NATURALI
intestata a:
Caritas Diocesana – Via Vittorio Veneto 11 – 64100 Teramo
Codice Fiscale: 92006270679
Destinazione della merce:
Via Brasile 1c, Zona Industriale Voltarrosto, 64026 Roseto degli Abruzzi (TE)

Per quanto riguarda le offerte in denaro, si chiede di far riferimento solo ed esclusivamente al conto corrente postale messo a disposizione dalla Caritas diocesana:
ccp n. 10302644
intestato a Caritas Diocesana – Vescovado – 64100 Teramo;
causale: “pro terremoto Abruzzo”
e al conto corrente bancario sul quale è possibile effettuare le donazioni in favore delle vittime del terremoto:
Diocesi di Teramo-Atri
Caritas Diocesana – Via Vittorio Veneto 11 – 64100 Teramo
Monte dei Paschi di Siena – Filiale 5740 Teramo
IBAN: IT 09 L 01030 15300 000000929725
.
Per ulteriori informazioni e per un miglior coordinamento delle donazioni, è possibile contattare la Caritas Diocesana al numero 0861.241427 oppure i numeri di telefonia mobile 347.5166526 (Anna D’Eustacchio) – 347.5499453 (Domenico Spina) – 3290910402 (Gabriella Talarico).

Teramo, 8 aprile 2009

DIRETTORE UFFICIO DIOCESANO
PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
Gino Mecca

Alberto Zuccalà, Studente del sesto anno della facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di L’Aquila sopravvissuto per miracolo

Carissimi,

torniamo a parlare del terremoto, perché mentre i riflettori dei media si spengono, noi dobbiamo mantenere viva l’attenzione, la presenza e la preghiera per questa gente.

Vi segnalo il comunicato ufficiale della Diocesi di Teramo – Atri sui centri di raccolta e aiuto per i terremotati.

Uno dei miei amici di Facebook, Alberto Zuccalà mi ha inviato la sua testimonianza di scampato al terremoto. Si intitola STRINGIMI A TE.
Trovate tutto in allegato e il video della testimonianza è su Mybox TV a questo link:
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8909

Un caro saluto

Ave Maria
Annarita Petrinowww.mooncity.

"Allora ho voluto far abitare la mia anima in Cielo, perché guardasse le cose della terra solo da lontano."Teresa di Lisieux
"Ti stimo collaboratrice di Dio stesso e sostegno delle membra vacillanti del suo ineffabile corpo"Santa Chiara D'Assisi

STRINGIMI A TE

E poi mi trovo qui, a vedere la mia casa e i rumori della mia gente. Mi trovo qui e sembra che il mondo non sia poi lo stesso per tutti: sembra possa esistere un inferno e un paradiso senza un confine sfumato, solo netto. Un giorno ed una notte che sanno d’amore e di morte. Solo d’amore o solo di morte. Pensavo che l’alba arrivasse più lentamente. Non ricordavo un passaggio così veloce. “Ma hai sentito Albè?”. “Si, ho fermato la televisione che stava per cadere Andrè!”. “Vabbè dai, io vado a dormire”. “Si, si, spengo e mi metto a letto anch’io che domani devo ripetere per l’esame”.
Poco dopo la scossa delle 00.00 abbiamo scherzato un po’ col coinquilino. Cercavamo di sdrammatizzare, anzi, credere e convincerci che le tante rassicurazioni dei giornali dei giorni e dei mesi precedenti valessero anche per quella, che sembrava una delle tante, solo l’ennesima scossa. Nessuno tra gli amici, né i tg alimentava preoccupazioni. Ho salutato Andrea e chiuso la porta accanto al mio letto. Ho acceso la luce della scrivania. Ho dato un po’ di ordine a delle carte e ho rotolato tra le mani il mio anellino. Ho pensato forte a lei. Senza che il pensiero si fermasse su qualcosa di particolare. Quando penso a lei, che sia un’arrabbiatura o una gioia, in quel pensiero finisco sempre col sorridere. Ho pensato a quello che mi ero detto poco prima con Andrea, al fatto che era da poco entrato l’ultimo giorno prima dell’esame e poi agli amici con cui nel pomeriggio per messaggio progettavo un pasquetta. Ho acceso la luce del comodino e spento l’altra. Mi sono svestito e indossato il pigiama blu che era sotto ai miei cuscini. La batteria del cellulare, come ogni volta, l’ho collegata al caricatore. Ha emesso un suono. Mi sono arrivati alcuni messaggi. Parlavano di “buonanotte” e ho rimesso il telefonino accanto all’interruttore della lampada. Non ho spento subito e son rimasto seduto un po’ sul letto a pensare a tante cose, fissando un disegno formato “carta da imballaggio”. L’avevo disegnato perché volevo nascondere un alone che stava su quel lato della stanza, che seppur impercettibile m’infastidiva vederlo. Ho fissato a lungo paperina che guardava paperino e ho pensato in silenzio, sorridendo: “Quanto le somiglia!”. Sono sceso con lo sguardo sulla porta e il cuore mi ha detto: “non sarebbe meglio lasciarla aperta sul corridoio questa notte?” ma ha risposto per me la stanchezza. Ho tirato in basso il tasto rosso dell’interruttore della lampada e mi sono girato sul fianco stringendomi addosso il piumone.
Nell’omelia della messa delle 20.00 don Gino, che ha pochi anni più di me, aveva commentato la lettura della passione della domenica delle palme con “Dio non è un’assicurazione, un modo per evitare i problemi, sfuggire da essi. Dio ti dà la forza e il metodo per viverli e attraversarli”. Mi è ritornata in mente questa frase insieme ad altre, alla fine della quale ho detto “Aiutami a chiederTi perdono”, col desiderio di volermi confessare per la settimana santa che iniziava. Al Cielo ho lasciato questo pensiero e le sue ali. Gli occhi erano chiusi già da un po’, i pensieri mi hanno accompagnato nel sonno. Amore. Silenzio. Stanchezza e finalmente sonno. Ore 3.32.
Il rumore di un martello pneumatico, incalzante, deciso, continuato, infinito. Che rumore forte! “Cos’è?”. Il letto vibrava e mi son messo in piedi per la stanza. L’equilibrio mancava. L’armadio sbatteva. Buio. Tutto buio. Troppo buio. “Andrè! Andrè!” ho gridato con tutta la voce che potevo “Albè!” ho sentito rispondermi. “Cazzo! Cazzo! Questa è forte! Dai, dai usciamo!”. Sono tornato in camera. Ho cercato le scarpe nel buio e le ho infilate senza preoccuparmi dei lacci. Buio. L’abitudine mi ha fatto prendere il cellulare ed il portafoglio. Buio. Mi sono avviato per il corridoio della casa. Buio. Sentivo la voce di Andrea gridare, ma perdevo l’equilibrio. Buio. La luce del cellulare mi ha fatto intravedere una crepa importante. Ho temuto. Nell’ingresso cercavo il giubbotto, che era accanto alla porta. Ho sbattuto il ginocchio. Ho iniziato a scendere le scale e nel buio sentivo i calcinacci e le briciole di tufo per terra. Respiravo polvere. Sono riuscito ad arrivare in fondo al condominio. Il portone d’uscita era bloccato da un pannello di legno che decorava il corridoio d’ingresso. Il pannello era grande più di un’automobile e sopra era ricoperto di tufi e calcinacci. Li abbiamo spostati e abbiamo provato a tirarlo su. Il cuore faceva mancare il fiato e al primo tentativo il pannello ci è caduto a terra per il peso. Abbiamo provato una seconda e poi una terza ed una quarta volta. Abbiamo provato a muoverlo in mille modi con addosso una paura che altro è immaginarla altro è viverla. Andrea ha picchiato con i pugni sul portone gridando “Aiuto! Aiuto!”. “Dai Andrea vieni qui, proviamo di qua!” e finalmente, con una forza che non avevo pensato potessimo avere considerando i tentativi precedenti siamo riusciti a tirare su il pannello. Andrea aveva avuto la lucidità di prendere le chiavi. Se non le avesse prese ci saremmo trovati bloccati perché la serratura a scatto, elettrica non funzionava, ovviamente, senza elettricità ed ormai la porta di casa era chiusa dietro di noi.
Sembrava fosse tutto finito, ma poco dopo un polverone immenso ci ha travolti. Nei lampioni andava e veniva la corrente e tutto diventava ora fioco ora completamente buio. Ci siamo allontanati per strada come se si camminasse nella nebbia. Al centro dell’incrocio di via xx settembre con la villa comunale iniziavano ad arrivare come zombie ragazzi e ragazze che piangevano gridando. Chi in pigiama, come noi, chi in mutande, chi con ancora addosso il piumone. Tutti t4ravolti dalla disperazione. Un signore mi ha chiesto di telefonare. La linea per la quale chiamava non era libera. Ho provato a fare il numero di don Gino e poi quelli di tanti altri amici. Mi ha risposto piangendo. Era in piazza duomo e gli siamo corsi incontro. Vedevo cornicioni penzolanti, abitazioni squarciate, il corso bloccato dalle macerie e pellegrinaggi di paura a volte lenti d’incredulità e a volte in corsa di disperazione. E intorno respiravamo polvere di tufo e si tossiva. Sotto i calcinacci un uomo chiedeva aiuto. In piazza un altro si reggeva il sangue. Alcuni stesi per terra respiravano ad occhi chiusi. Abbiamo incontrato don Gino, che piangendo mi ha è corso incontro e mi ha abbracciato forte. Molto forte. In pochi istanti la piazza si affollava e i messaggi tra noi studenti arrivavano anche sul mio telefonino. Tra questi quello di Claudia: “Stiamo partendo con la macchina adesso, vieni con noi?”. Mi sono voltato verso don Gino e a lui ho fatto questa stessa domanda. “VAIIII!” mi ha gridato. Ho salutato Andrea e Luisa e sono corso tra le macerie verso la villa comunale. Il traffico aumentava, i clacson sembravano impazziti. Ero fermo, nel pigiama, ad aspettare Claudia e i suoi genitori, con la terra che borbottava di assestamento.
Un viaggio silenzioso, di notte verso strade che non conoscevamo. Il desiderio di fuggire il più possibile da lì. “VAI!”. Se non avessi sentito quel grido non sarei partito. Sarei rimasto lì, nella mia famiglia universitaria, perché (e che se ne dica) lasciare un amico era come lasciare un fratello. Se quel grido avesse tentennato, se solo avesse tentennato, non mi sarei mosso, anche se tutto, intorno non poteva altro che definirsi inequivocabilmente inferno. Avere una persona accanto conosciuta, avrebbe alleviato le paure.
In macchina son rimasto in silenzio, nel mio pigiama blu, come si sta di fronte a tutto ciò che non puoi capire. Come ha fatto a non cadermi l’armadio enorme addosso? Come abbiamo fatto a sollevare quella lastra con Andrea? Come ho fatto ad uscire da quel palazzo ed incontrare proprio quel “VAI!”? E Claudia come ha fatto nel panico, nella corsa, a ricordarsi proprio di me? Pur restando in silenzio, questo ripassavo nel mio cuore, incredulo, nel dubbio tra un sogno riuscito male o lo spettro crudele della realtà. Come non posso chiamarlo “miracolo”? Come faccio a non credere che sia stata “provvidenza”? Perché pensavo al Signore quando quel portone sbarrato sembrava che dicesse soltanto “Dove andate? Siete sepolti qui!”.
Sono vivo e lo racconto. Scrivo in casa mia, nella stagione dei germogli dei fiori, con le voci dei vecchi che passano sotto il mio balcone e parlano un dialetto che conosco. Lo racconto e come faccio a non parlare di una “grazia”? Come faccio a non sentire su di me, adesso, anche la vita di Armando, Rossella, Andrea, Giulia, Serena… che non ci sono più? Ma solo di loro ho notizie: c’è chi è ancora lì, sotto quelle pietre. E tanti, tanti amici non li ho più sentiti: hanno i cellulari spenti. Non so che fine abbiano fatto, né se un giorno mai più li rivedrò. Ho solo il cuore che parla e li cerca respirando ancora e il mio cuore lo fa negli abbracci, nelle voci, negli occhi delle persone che adesso incontro e sento ininterrottamente e che amo stringere a me e sentirle vicino perché ne ho un bisogno infinito. Alcuni sono amici che conosco da tempo, ma altri di voi, come forse sei anche tu che stai leggendo, non li conosco, ma anche a te scrivo questa lunga lettera, che parla di vita e di morte nello stesso respiro e che non cerca spettacolarizzazioni, ma un po’ di tempo per parlare alla tua coscienza.
Non cercar il successo, il potere, i soldi, l’arrivismo, cancella dai tuoi pensieri tutti i rancori, i litigi che ci sono nella tua famiglia, fuori, nel lavoro. Perdona, cerca proprio quella persona a cui vorresti dire qualcosa e perdona! Oggi! Adesso! Muovi tu il primo passo ed ama! Che ne hai della tua vita se un giorno perderai tutto? Fa che quei silenzi non si trasformino in rimpianti eterni.
Ama! Ama davvero, con tutto ciò con cui puoi dimostrarlo! Di “Ti voglio bene!” a chi incontri, ripetilo. Sorridigli e non t’importare di sembrare ridicolo.
Rispetta ciò che hai e non confezionare programmi di corse frenetiche o momenti che non servono ad edificare dentro di te valori che poi non puoi raccontare. Non perderti negli estremismi del divertimento, della velocità, dell’alcool, della politica, delle idee… non serve! Tutto ciò vale poco! La ricchezza, quella vera, quella che basta è nella povertà di un affetto. Non serve a nulla accumulare finti bisogni: ciò che puoi portare con te è solo ciò che porti dentro di te, il resto finisce! Tutto! Avevo finito di scrivere il mio secondo libro, poi un romanzo, ne avevo iniziato un altro, aspettavo di fare l’esame due giorni dopo il terremoto per poi dedicarmi ad inviare quel testo… alle case editrici e sognare una pubblicazione. Avevo programmato quando contattare il professore per iniziare ad informarmi sul lavoro di tesi. Avevo conosciuto un sacco di nuovi amici. Ed ora? Conservo soltanto una bozza, ma non ricordo più dove; non so se e quando ricomincerò l’università, alcuni di quei cuori non ci sono già più… .
Ho visto persone rincorrere lo studio, gli esami, il “primo posto”, ogni giorno, senza voler cercare spazio nella loro vita per suonare una chitarra e cantare, ho visto professori universitari sentirsi onnipotenti e intervistati giorni dopo dentro ad un pigiama, ho visto me stesso, di fronte a quel portone solo e spogliato della mia vita: “Mi fossi confessato” ho pensato in quel momento. Perché nient’altro ti resta che il Cielo. Perché solo quello sa cercare, in quel momento il tuo cuore. Perché vivi quegli attimi di paura senza avvertire la distanza che puoi vedere normalmente tra il cielo e la terra in un qualsiasi giorno di sole. Tiri tutto giù e il tuo cuore parla con qualcosa che somiglia davvero a quel “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato!”. Si, sembra strano forse, pensare che ti venga in mente questo, ma con la morte in faccia (perché solo questo mi diceva quella lastra di legno) non desideri altro che morire nel migliore dei modi, anche se non sai se quel Dio che si racconta nella storia e ti chiede di voler vivere dentro di te, di essere il suo prolungamento sulla terra, esiste o meno per davvero.
Quelle immagini che si vedono in televisione non si fermano soltanto lì: i miei occhi vanno oltre, perché conoscono il punto, il colore del palazzo accanto (che magari non viene inquadrato dalla telecamera) e dentro quelle montagne di pietre sanno chi ci può dormire. Oltre quelle immagini vedono storie di persone che fino a pochi giorni prima, ti avevano aperto la porta di quella casa per darti degli appunti o invitarti per sorridere ad un caffè.
E noi oggi chi siamo? Dietro cosa ci perdiamo? Quanto siamo pronti a vivere la morte? E’troppo facile dare ancora la colpa di tutto a Dio! Quelle case non le ha costruite Dio, che si preoccupa (ed occupa) invece, di edificare dentro di te, ciò che hai dentro: quelle case le hanno costruite gli uomini, con la loro libertà. Ma con quale coscienza? (E quale scienza?) Se una basilica di San Bernardino alla grande scossa non si è neppure aperta e la casa dello studente dondola come fosse di cartone: una costruita con le regole della matematica, l’altra soltanto con quelle umili di un passa parola. Cosa resta dell’orgoglio di quegli alloggi quarant’anni dopo? E’ possibile che dietro ci sia ancora una volta una logica di profitto? Si, rispondo io! Si! Perché a L’Aquila, gli studenti meno facoltosi, pur di avere un alloggio dormivano dentro gli appartamenti, che non chiamavi “tuguri” soltanto per non offendere la dignità di quell’amico. Ma con quale coscienza si affittavano? Con quale coscienza gli amministratori pensavano ad una “metropolitana di superficie” poi mai più ultimata per errori di calcolo, quando quei soldi per un servizio, oggettivamente ritenuto inutile da tutti, potevano servire per migliorare gli stabili? Andrea, Armando, Rossella, Serena, Giulia… non siano soltanto storie sulle quali ritorcere un dolore ma portino fuori di noi ciò che conta veramente, ci educhino (ex ducere) a vivere responsabilmente il nostro lavoro, le persone che incontriamo e la nostra religiosità.
Personalmente, ora che ho pianto e sono tornato a sentire il mondo, dico di aver visto davvero tanto di quello che testimonia il Vangelo. A tutti i miei amici in rubrica, questa mattina, ho mandato un messaggio che riassumeva questi pensieri, invitandoli a non confondersi, perdersi dentro le banalità, ma di cercare Cristo, perché chi sa vivere un’esperienza con Lui, anche fuori dalla semplice Pasqua e della messa fa un’esperienza d’amore, che non è diversa da quelle che passano attraverso i nostri messaggini del telefonino, i baci, le complicità e le passeggiate in riva al mare… e come tale, morte o vita che sia, ha la potenza di sconfinare oltre gli estremi confini della terra. Senza la mia fede, avrei sofferto molto di più. Il cuore mi tiene in mano e parlo: sarei potuto morire, ma sarebbe stato diverso morire in pace con il Signore, e all’appello delle mie responsabilità di studio e di relazioni umane, quella notte mancava solo Lui.
Non restiamo in silenzio, parliamo, abbracciamoci, cerchiamoci, rispettiamoci, stimiamoci… sia questa tragedia l’inizio di un nuovo modo di vivere. Non ci blocchi la paura: c’è Chi ha insegnato un metodo per vivere la morte.
E’ questo ciò che passa nel mio cuore ora che posso ritornare a guardare il mio mare e sento il dovere di amplificare questa Verità, con la speranza che tu in prima persona possa tra i tuoi cari, diventare suo prezioso e irripetibile prolungamento.
“E’ arrivato il tempo, di lasciare spazio a Chi dice che di tempo e spazio non ne ho dato mai”. Canto questa canzone scritta dal mio amico Giuliano Sangiorgi. Ho trasformato quel “chi” in maiuscolo, Signore, perché come facevo anche da bambino, con la mia chitarra ti dedicavo le canzoni che più mi piacevano. La dedico a Te, perché per pensare all’esame, alla corsa della ripetizione, fino a quella notte, pensando ancora una volta di più a me stesso non ero riuscito a trovare “spazio e tempo” per chiederti perdono, neppure per un’ora.

Alberto Zuccalà
Studente del sesto anno della facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di L’Aquila sopravvissuto per miracolo al terremoto.
albertissimus@libero.it


Galatone (lecce) 8/4/09

domenica 12 aprile 2009

Pasqua. Gli auguri della redazione di www.giulianovanews.it


Pasqua da Atelier 777


Libri. Novità: LO HANNO DETRONIZZATO di Marcel Lefebvre

Marcel Lefebvre
LO HANNO DETRONIZZATODAL LIBERALISMO ALL'APOSTASIA

La tragedia conciliareEdizioni Amicizia Cristiana, Chieti 2009Agli errori del passato e ai misfatti attuali dei princìpi liberali, che hanno detronizzato Nostro Signore Gesù Cristo, Monsignor Marcel Lefebvre oppone queste semplici parole evangeliche: «Io sono la Verità» e «La Verità vi farà liberi». In queste pagine, l'ardore del missionario fa tutt'uno con l'amore della Verità, attinto nello studio meditato dei testi del Magistero perenne della Chiesa. Di fronte alla debolezza tirannica e alla forza distruttrice del liberalismo che ha condotto l'uomo moderno sull'orlo dell'abisso, il Prelato non ha alcun dubbio. Egli oppone il programma che fu del grande Papa san Pio X: «Instaurare omnia in Christo - Ricapitolare in Cristo tutte le cose». Ricostruire la cittadella cattolica, riedificare i bastioni della Fede, ricostruire la società cristiana sull'unico fondamento voluto da Dio: Cristo Re. Marcel Lefebvre nasce a Tourcoing (Francia) nel 1905 ed è ordinato sacerdote nel 1929. Missionario della Congregazione dei Padri dello Spirito Santo in Africa, poi Vicario apostolico di Dakar; nel 1948 diventa Delegato apostolico per tutta l'Africa francofona; nel 1955 diventa Arcivescovo di Dakar, poi Assistente al Trono pontificio e membro della Commissione preparatoria al Concilio; nel 1962 è consultore della Congregazione della Propagazione della fede, poi eletto Superiore generale della sua congregazione fino al 1968.All'età della pensione, viene sollecitato da alcuni seminaristi che gli chiedono una formazione sacerdotale tradizionale: quasi senza volerlo si ritrova fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che ha per scopo la formazione sacerdotale. Dopo anni di colloqui con le autorità romane, che hanno prima approvato l'opera, poi l'hanno perseguitata, monsignor Lefebvre procede a ciò che chiamerà "l'operazione sopravvivenza della Tradizione": il 30 giugno 1988 consacra quattro Vescovi, invocando il grave stato di necessità di cui soffre la Chiesa, e pertanto egli considererà nulle le censure che seguiranno.Monsignor Lefebvre muore il 25 marzo 1991 ad Ecône, dove ora riposa.Con il decreto del 21 gennaio 2009, il Papa Benedetto XVI ha revocato la scomunica ai quattro Vescovi consacrati da mons. Marcel Lefebvre nel 1988.

Marcel Lefebvre
LO HANNO DETRONIZZATODAL LIBERALISMO ALL'APOSTASIA
La tragedia conciliare
Edizioni Amicizia Cristiana, Chieti 2009
[ISBN-978-88-89757-22-2]Pag. 288 - Euro 18,00
http://www.edizioniamiciziacristiana.it/lohannodetronizzato.htm

Saluto augurale del Commissario Straordinario del Comune di Teramo

Saluto augurale del Commissario Straordinario
del Comune di Teramo





Il Commissario Straordinario del Comune di Teramo, Leopoldo Di Mattia, nel condiviso momento

di dolore con la cittadinanza teramana, desidera esprimere l’augurio che, con la Pasqua di Nostro

Signore Gesù, risorgano anche la speranza e la rinascita della prostrata popolazione e della esausta

terra d’Abruzzo.

I Talami dedicati alle vittime del terremoto

I Talami dedicati alle vittime del terremoto
Orsogna adotta Montereale (AQ)
Gia inviati i primi aiuti


ORSOGNA (CH), 11 Aprile ’09 - Sarà dedicata alla comunità aquilana duramente colpita dal terremoto la rappresentazione dei Talami che dalle ore 10,30 di Lunedì prossimo, 13 Aprile, si svolgerà a Orsogna (Chieti). Sarà soprattutto un'occasione per raccogliere fondi a favore della popolazione di Montereale (L'Aquila), con la quale è stato già stabilito un contatto diretto e dove il gruppo di Protezione civile di Orsogna ha già portato i primi aiuti raccolti da cittadini e associazioni.
Fondi per Montereale saranno raccolti Lunedì mattina, anche con la vendita di beneficenza di oggetti legati ai Talami e delle cartoline con l'annullo filatelico appositamente realizzato da Poste Italiane. Gli organizzatori hanno annullato i fuochi pirotecnici che, alle 8 di lunedì mattina, avrebbero aperto la manifestazione, destinando il risparmio, i primi mille euro, a Montereale.
Il significato religioso dei Talami e le iniziative di solidarietà hanno spinto il parroco, don Mario Persoglio, l'Associazione culturale Talami Orsogna e l'Amministrazione comunale a confermare l'antico rito, che consiste in sette quadri biblici viventi, ispirati a scene bibliche interpretate da attori immobili come statue. Sarà un'edizione sobria, che avrà per tema «San Paolo apostolo delle genti».
Nel pomeriggio di lunedì il Teatro di Plinio e l'associazione Universitas Guardiae proporranno uno spettacolo teatrale, «Avaste», sull'antica rivalità tra Orsogna e Guardiagrele che sarà idealmente un'occasione per siglare una «pace» simbolica tra le due comunità. Anche in questo caso saranno raccolti fondi da devolvere al borgo aquilano. Sono in corso varie iniziative pro terremotati: Scout, Azione Cattolica, Protezione civile e Amministrazione comunale insieme alla Croce rossa italiana si sono organizzati per raccogliere tra i cittadini denaro e aiuti in varie forme.Il Comune - che ha già offerto la propria partecipazione alle iniziative promosse dall'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) - ha intenzione di destinare una somma per partecipare alle spese per l'ospitalità di alcune famiglie aquilane alle quali è stato offerto un tetto a Orsogna, in albergo, in un agriturismo e in abitazioni private.

La LAV: ritengono sia doveroso istituire, a partire da oggi, una raccolta di cibo e altro materiale utile a favore degli animali coinvolti nel sisma

I volontari della LAV Lega Antivivisezione, sezione di Teramo, nell’immensa tragedia che ha colpito L’Aquila, ritengono sia doveroso istituire, a partire da oggi, una raccolta di cibo e altro materiale utile a favore degli animali coinvolti nel sisma, non solo per la tutela degli stessi, ma anche per la salvaguardia psicologica dei loro padroni, che, dopo essere stati gravemente colpiti negli affetti e nei beni, non possono e non vogliono perdere anche la compagnia dei loro amici a quattro zampe.
Ricordiamo che sono 8.000 gli animali coinvolti nel sisma, oggi in stato di improvviso abbandono. Alcuni di essi si sono distinti nel contribuire al salvataggio dei loro padroni. Un piccolo contributo può essere un grande gesto per chi lo riceve, soprattutto in questo periodo di festività pasquale.
Ecco cosa occorre: crocchette per cani e gatti, trasportini per cani e gatti (anche usati ma in buono stato), guinzagli di varie dimensioni, collari, antiparassitari e ciotole.
Chiunque desiderasse contribuire, può contattare i seguenti numeri telefonici: per Teramo, 340.5646269 (Viviana), per Roseto degli Abruzzi, 320 5753976 (Annalisa).
La LAV di Teramo comunica che, rivolgendosi sempre ai recapiti indicati, si può offrire la propria disponibilità a prendere in stallo alcuni di questi animali, sino alla cessazione dello stato di emergenza.

Pasqua di dolore per l'Abruzzo, il Circolo Nautico di Giulianova dona la prima somma

A nome di tutti i Soci del Circolo Nautico "V. Migliori" di Giulianova, il Consiglio Direttivo del Circolo ha deciso di devolvere la somma di 2000euro per l'emergenza terremoto in Abruzzo. E' solo una goccia nel mare di aiuti che servirebbero ma la nostra goccia insieme a quelle di tanti altri torneranno a far navigare col vento in poppa la nostra gente.

Pasqua. Gli auguri della giuliese Annarita Petrino

Carissimi amici e amiche,con questa mail vi auguro una Santa Pasqua.Il Signore non abbandona i suoi figli. Quel Gesù che in queste ore giace morto nel sepolcro domani risplenderà nella gioia della Resurrezione.Gesù è sceso nell'inferno della disperazione, nella voragine del dolore, dell'odio contro Dio, nella diffidenza, nella sfiducia, nella paura per dire: "Io ho vinto la morte".Dobbiamo con il cuore credere a questa verità, che Gesù è Risorto e ha vinto la morte, perchè se non ci crediamo con ogni fibra del nostro essere il suo sacrificio sarà stato vano.Un caro saluto
Annarita Petrinowww.mooncity.it
"Allora ho voluto far abitare la mia anima in Cielo, perché guardasse le cose della terra solo da lontano."Teresa di Lisieux
"Ti stimo collaboratrice di Dio stesso e sostegno delle membra vacillanti del suo ineffabile corpo"Santa Chiara D'Assisi

Pasqua. Messa in rito antico a Chieti Scalo

Tanti auguri per una santa e serena Pasqua a tutti voi, preghiamo per le anime dei defunti del terremoto e per le famiglie sopravissute.

Oratorio del Preziosissimo Sangue, Via Colonnetta n. 148, Chieti Scalo
Domenica 12 aprile 2009, Pasqua: ore 18,30 S. Messa.

sabato 11 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo. Anche il Gruppo Liscianigiochi aiuta i terremotati aquilani

Anche l'azienda teramana, Gruppo Liscianigiochi, a seguito del terremoto che ha colpito l’Abruzzo, è stata vicina alle popolazioni colpite dal terribile terremoto del 6 aprile c.a..

In tal caso hanno donato migliaia di giocattoli per i numerosi bambini che affollano la costa teramana, in particolar modo hanno deciso di donarli ad organizzazioni legalmente riconosciute e in grado di poter meglio distribuirli:

All’Associazione giuliese San Flaviano dell’omonima Parrocchia di Giulianova alta (TE).
Alla C.R.I. di Roseto degli Abruzzi (TE).
Alla Città di Roseto degli Abruzzi (TE).
Alla Nova Civitas di Silvi (TE).
Al gruppo Clown e animazione - Associazione di Teramo.


Il Gruppo Lisciani è una casa editrice che svolge da più di 40 anni, con successo, una attività di ricerca e sperimentazione sulle strategie di apprendimento dei bambini, quindi in questa situazione di disagio dei più piccoli, hanno deciso di dare un segnale di vicinanza ed aiuto concreto ai figli dei terremotati.

Opere di 33 artisti all'VIII Biennale di scultura di Orsogna

Opere di 33 artisti all'VIII Biennale di scultura di Orsogna

ORSOGNA, 11 Aprile ’09 - L'VIII Biennale di Scultura – organizzata dal locale Circolo Artistico e patrocinata dall'Amministrazione comunale – si è inaugurata in Orsogna (CH) domenica 5 aprile 2009. Partecipano a questa edizione 33 artisti, provenienti anche da fuori regione.
Curata dal presidente del Circolo artistico, Giustino Bartoletti, la rassegna resterà aperta fino a martedì 14 aprile, nel Centro polivalente «Domenico Ceccarossi», dalle ore 17 alle 20 nei giorni feriali, dalle ore 10 alle 12 e dalle 17 alle 20 nei festivi. L'ingresso è gratuito.
L'edizione 2009 è dedicata al ricordo dello scultore vastese Luciano Del Piano (1966-2008). Questo l'elenco degli scultori che partecipano con le loro opere:
Ettore Altieri (San Salvo), Leonardo Bicetti (Guardiagrele), Franco Castellucci (Manoppello), Isa Ciliberti (Pescara), Giacomo D'Alesio (Roma), Gennaro D'Alfonso (Lettomanoppello), Aldo D'Anastasio (Ortona), Claudio De Luca (Filetto), Luciano Del Piano (Vasto), Antonio Di Campli (Lanciano), Savino Di Felice (Chieti), Mauro Di Lallo (Francavilla al Mare), Fabio Di Lizio (Ortona), Daniele Di Renzo (Scafa), Bruno Di Pietro (Villanova), Nicola Farina (Atessa), Claudio Gaspari (San Salvo), Vincent Giannico (Atessa), Francesco Gigante (Rosciano), Daniela La Rovere (Chieti), Giuseppe Liberati (Villamagna), Nino Luca (Lanciano), Novelia Marinozzi (Ortona), Sebastiano Nervegna (Ortona), Antonietta Orsatti (Fara Filiorum Petri), Stefano Pagliaccio (San Vito Chietino), Concetta Palmitesta (Miglianico), Antonio Pizzi (Santa Maria Imbaro), Valter Polleggioni (Ortona), Luciano Primavera (Chieti), Rocco Sabo (Poggiofiorito), Italo Tenaglia (Tollo), Walter Zuccarini (Chieti).